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pubblicato il 22/dic/2015 11:22

Un percorso artistico dentro il dolore di chi vive la disabilità

Al Museo Diocesano di Milano "Maternage" di Laura Morelli

Un percorso artistico dentro il dolore di chi vive la disabilità

Milano (askanews) - Il vissuto quotidiano delle famiglie che hanno figli disabili come spunto per una installazione artistica in grado di dare una forma estetica alle molte e a volte durissime prove che dei genitori o dei fratelli sono chiamati ad affontare di fronte alla disabilità. Al Museo Diocesano di Milano apre al pubblico la mostra dell'artista Laura Morelli "Maternage - Tracce di un viaggio". "L'ascolto e l'osservazione - ci ha spiegato l'artista - mi hanno permesso di cogliere tuti gli elementi sensoriali profondi, materiali, concettuali, filosofici e spirituali che mi hanno permesso di costruire un percorso, perché è quello che ho vissuto io e quello che io propongo in questa installazione".

Così nelle stanze del Diocesano oltre agli oggetti della vita delle persone si possono sentire anche le loro voci, i profumi e i colori associati a certe situazioni, si può provare a guardare dentro alle valige che ciascuno di noi idealmente prepara per fronteggiare il quotidiano. Il progetto di Maternage è stato concepito dall'Associazione l'abilità Onlus, di cui Carlo Riva è il direttore. "Tutti - ci ha detto - abbiamo una valigia che è piena di certezze, in qualche modo anche di luoghi comuni... Poi ci accorgiamo che davvero nel nostro vivere quotidiano questa valigia la dobbiamo svuotare e la dobbiamo riempire con nuovi saperi, con nuove emozioni, a partire appunto dall'esperienza della quotidianità. Ed è per questo che ciò che ci accomuna a queste famiglie di bambini con disabilità è il ripartire ogni giorno per un nuovo pezzo di vita".

"Il dolore - ha aggiunto Laura Morelli - è parte della vita delle persone, per cui facendo io un lavoro di tipo relazionale, il dolore è insieme alla gioia, alla bellezza, all'estetica, il materiale grezzo da cui parto". Un materiale che diventa poi opera d'arte, chiudendo un cerchio che non vuole e non può dare risposte, ma aiuterà, fino al 7 febbraio 2016 al Museo Diocesano, a formulare le domande a occhi aperti.

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