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Martedì 19 maggio 2020 - 11:03

Spazio, ExoMars 2022: a settembre nuovi test sui paracadute

Scienziati e tecnici impegnati in controlli e aggiornamenti
Spazio, ExoMars 2022: a settembre nuovi test sui paracadute

Roma, 19 mag. (askanews) – Dopo che l’Agenzia spaziale europea e la russa Roscosmos hanno annunciato ufficialmente a marzo l’ulteriore rinvio del lancio del secondo ExoMars al 2022, i tecnici che lavorano alla missione approfittano di questo lungo lasso di tempo per apportare modifiche, riparare, sostituire, effettuare test sugli strumenti che compongono la missione marziana.

Fra le cause del rinvio, quella principale – si legge su Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica – è un problema ai paracadute riscontrato l’anno scorso durante alcune prove con questi componenti, cruciali per far arrivare sulla superficie di Marte il lander di ExoMars, costituito dal rover Rosalind Franklin (progettato per esplorare il pianeta alla ricerca di segni di vita) e dalla piattaforma di superficie Kazachok (alla quale spetterà il monitoraggio dell’ambiente locale del sito di approdo). Per questo motivo, sono in corso i preparativi per ulteriori test sui quattro paracadute da destinare a ExoMars, oltre che riparazioni di altri strumenti.

I due paracadute principali, ciascuno con il proprio paracadute pilota per l’estrazione, sono fondamentali per rallentare il modulo di discesa di ExoMars prima dell’atterraggio sul Pianeta rosso, perché tutta la missione si giocherà in quei sei minuti: il modulo passerà da una velocità di circa 21 mila km/h nel corso del rientro atmosferico a un atterraggio morbido.

Le nuove sacche per il contenimento e il rilascio dei paracadute sono state dichiarate idonee per i test di lancio ad alta quota, rimandati comunque a settembre 2020 a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da nuovo coronavirus. Nel frattempo i test di estrazione sono andati a buon fine, dimostrando di riuscire a evitare lacerazioni a una velocità di espulsione di 200 km/h. In tutto, da novembre 2019 a gennaio 2020, sono stati effettuati sei test di estrazione presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California.

Altre modiche saranno effettuate sui pannelli solari che serviranno al rover per sopravvivere alle gelide (a dir poco) notti su Marte. All’inizio del 2020, dopo alcuni test ambientali, erano state rilevate delle crepe; per questo motivo, presso gli stabilimenti della Airbus nel Regno Unito, verranno installati dei nuovi sistemi di chiusura per rinforzare l’interfaccia fra i pannelli solari e le staffe di sostegno. Il modello di volo del rover, che si trova attualmente nella sede di Thales Alenia Space di Torino, verrà sottoposto a operazioni di manutenzione ordinaria, come carica della batteria e controlli microbiologici rigorosi, fondamentali per assicurarsi che la missione non introduca batteri terrestri su Marte.

Alcune parti elettroniche secondarie del Mars Organic Molecule Analyser (Moma) – prosegue Media Inaf – verranno sostituite: il Moma è uno strumento in grado di rilevare molecole organiche e di svolgere indagini sulla potenziale origine, evoluzione e distribuzione della vita su Marte. Sostituzione in programma anche per lo spettrometro all’infrarosso Infrared Spectrometer for ExoMars (Isem), che analizzerà i minerali presenti sulla superficie del pianeta: a prendere il suo posto sarà la copia di riserva, che ha dimostrato di avere una migliore performance nei test. Aggiornamenti del software, invece, per il Close-Up Imager (Clucpi), una delle telecamere poste sulla sommità della trivella del rover destinata a raccogliere immagini a colori ad alta risoluzione delle rocce e del suolo marziano.

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