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Martedì 24 marzo 2020 - 18:53

Caso positivo Covid-19 all’Esa-Esoc, ridotto personale al lavoro

Quattro missioni spaziali messe temporaneamente in Standby
Caso positivo Covid-19 all’Esa-Esoc, ridotto personale al lavoro

Darmstadt, 24 mar. (askanews) – Dopo il riscontro di un primo caso di contagio da Covid-19 all’interno del proprio Centro controllo missioni (Esoc) e in risposta alla dilagante pandemia di coronavirus Sars-Cov2, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha deciso di ridurre ulteriormente il personale al lavoro all’Esoc di Darmstadt, in Germania.

Per tutelare la salute dei dipendenti e ridurre la diffusione del contagio è stata decisa un’interruzione temporanea della raccolta dati di quattro missioni scientifiche che fanno parte della più ampia flotta di 21 veicoli spaziali attualmente monitorate dall’Esoc.

“La nostra priorità è la salute del nostro personale – ha detto Rolf Densing, direttore delle operazioni dell’ESA – ridurremo quindi l’attività per le missioni che attualmente richiedono il maggior numero di personale in loco. Queste sonde hanno orbite stabili e le loro missioni sono di lunga durata, quindi spegnere i loro strumenti e metterli in ‘standby’ per un certo periodo di tempo avrà un impatto trascurabile sulle loro prestazioni complessive”.

Le missioni interessate sono: “Cluster”, missione di quattro sonde lanciate nel 2000, in orbita attorno alla Terra per indagare sull’ambiente magnetico del nostro pianeta e sul vento solare; “ExoMars – Trace Gas Orbiter”, lanciata nel 2016 e in orbita attorno a Marte; “Mars Express”, lanciata nel 2003 per fotografare la superficie marziana e campionare l’atmosfera del pianeta; “Solar Orbiter”, lanciata a febbraio 2020 e attualmente in rotta verso il Sole.

L’ESA ha attuato tempestivamente le misure di mitigazione del rischio. La stragrande maggioranza della forza lavoro dell’ESA è a casa e operativa grazie al telelavoro per almeno due settimane. Solo il personale chiave che svolge compiti critici, tra cui la manutenzione in tempo reale dei veicoli spaziali, è ancora presente in loco presso gli stabilimenti dell’ESA in tutta Europa.

I recenti sviluppi, tra cui il rafforzamento delle restrizioni da parte delle autorità nazionali, regionali e locali in tutta Europa hanno però indotto l’Agenzia a limitare ulteriormente la presenza del personale al lavoro nel centro di controllo missioni.

“È stata una decisione difficile, ma era quella giusta da prendere – ha aggiunto Günther Hasinger, direttore scientifico dell’ESA – la nostra più grande responsabilità è la sicurezza delle persone e so che tutti noi capiamo perché questo era necessario. Si tratta di un passo prudente per garantire che le missioni scientifiche di livello mondiale in Europa siano sicure, insieme agli strumenti di scienziati europei e ai nostri partner internazionali che lavorano per le nostre missioni. Stiamo parlando di alcuni degli esperimenti scientifici più avanzati dell’umanità e se mettere alcune missioni in standby temporaneo le tiene al sicuro, allora questo è ciò che faremo”.

La riduzione temporanea del personale consentirà inoltre al team dell’Esoc di concentrarsi sul mantenimento dei livelli di sicurezza dei veicoli spaziali di tutte le altre missioni in corso, in particolare “BepiColombo”, la sonda diretta verso Mercurio che ha un’importante partecipazione italiana con 4 strumenti su 11 realizzati dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) e che il 10 aprile 2020 effettuerà un passaggio orbitale intorno alla Terra.

La manovra impegnativa, che utilizzerà la gravità terrestre come fionda per regolare la rotta di “BepiColombo” verso Mercurio, sarà eseguita da un numero molto ridotto di ingegneri, nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle altre misure di salute e igiene richieste dalla situazione attuale.

Nei prossimi giorni l’ESA monitorerà l’evoluzione delle condizioni e delle restrizioni ambientali e svilupperà procedure speciali, piani e logica decisionale per il futuro riavvio delle operazioni scientifiche.

“La decisione su quando tornare alla normale modalità di produzione scientifica sarà presa in modo indipendente per ogni missione, a seconda di diverse variabili, incluso il tipo e la complessità di ciascuna missione”, ha aggiunto Paolo Ferri, responsabile delle operazioni di missione dell’Esa.

La riduzione del personale al alvoro a Darmstadt non influisce sulle altre missioni ESA gestite dall’Esoc, come quelle di osservazione della Terra, compreso il programma Copernicus della Commissione europea. Per queste missioni, che richiedono frequenti azioni da terra, i team sono in grado di condurre la maggior parte delle operazioni anche da remoto, con la presenza di un solo tecnico in sala controllo.

“Desidero ringraziare tutti gli scienziati, gli ingegneri e gli altri colleghi di tutta l’Agenzia e i nostri partner che continuano a svolgere le missioni spaziali europee essenziali nel mezzo di questa crisi globale – ha concluso Jan Woerner, direttore generale dell’ESA – sono lieto di vedere come tutti i professionisti dell’ESA siano responsabili in questa difficile situazione. Dimostra che l’Agenzia è, prima di tutto, un insieme di persone provenienti da tutt’Europa che si preoccupa non solo della Scienza e dello Spazio, ma soprattutto del benessere di colleghi, famiglie e concittadini in tutto il pianeta”.

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