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Giovedì 7 novembre 2019 - 11:32

Spazio, destinazione Marte: 4 mosse per arrivare sul pianeta rosso

Team della Nasa ha individuato gli step per spianare la via
Spazio, destinazione Marte: 4 mosse per arrivare sul pianeta rosso

Roma, 7 nov. (askanews) – Per il salto verso Marte la Nasa mette a punto addestramenti e tecnologie inedite. La palestra ideale per prepararsi al viaggio è la Stazione Spaziale Internazionale. Con l’esperienza ventennale e una manciata di modifiche la Iss si presta al tirocinio per le missioni umane che andranno sul Pianeta Rosso negli anni 2030. Un team multidisciplinare guidato dalla chief scientist della Nasa Julie Robinson – informa Global Science, il quotidiano online dell’Agenzia spaziale italiana – ha individuato almeno 4 step che possono spianare il percorso della Nasa verso Marte.

Mossa numero uno, promuovere le missioni di più di un anno sulla Iss. Generalmente, gli astronauti trascorrono sul laboratorio orbitante sei mesi. Ma un viaggio su Marte, con l’attuale tecnologia di propulsione, dura otto o nove mesi. Per la Nasa, bisogna estendere la permanenza sulla stazione spaziale per conoscere meglio gli effetti sulla salute del volo spaziale di lunga durata. Finora sono tre gli astronauti statunitensi che hanno smarcato questo obiettivo di permanenza, ma l’agenzia governativa vorrebbe arrivare a 10 astronauti nel programma.

Secondo atto, avere il controllo della pianificazione. “Dobbiamo avere la nostra navicella”, spiega Robinson. Finché la Nasa dipenderà dalla capsula spaziale russa Soyuz per il trasporto degli astronauti sulla Iss, controllare il programma dell’equipaggio sarà complesso. Si attende quindi la disponibilità di un veicolo privato come SpaceX’s Crew Dragon e Boeing Cst-100 Starliner per verificare lo stato fisico e le capacità degli astronauti dopo un volo spaziale di lunga durata. Cosa sarà in grado di fare un equipaggio appena sbarcato su Marte? Avrà buone abilità motorie per le operazioni necessarie? Nel 2022 la Nasa potrebbe condurre test approfonditi su questo aspetto, con atterraggi sulla terra ferma, anziché in mare, con veicoli privati.

Terzo punto, maggiore autosufficienza. In caso di emergenze che si verrebbero a verificare su un altro corpo celeste, i ritardi nei contatti con i centri di controllo potrebbero essere fatali. Per sviluppare l’autonomia la Nasa prevede una simulazione di emergenza medica sulla ISS la prossima primavera. Successivamente farà un esperimento relativo ai ritardi nelle comunicazioni.

Quarto step, ma non in ordine di importanza: il programma di esplorazione lunare Artemis della Nasa, che sarà un trampolino di lancio per Marte. Con la presenza stabile dal 2028 nell’avamposto lunare orbitante Gateway, in costruzione dal 2022, si farà tesoro delle tecniche necessarie per fare rotta su Marte. Nel frattempo, le ricerche prototipali per tecnologie adatte all’esplorazione lunare proseguono.

Da ultimo, – conclude Global Science – gli scienziati del Goddard Space Flight Center della NASA hanno messo a punto un rivestimento per tute spaziali, veicoli e attrezzature che mitighi i danni connessi alla polvere lunare. I minuscoli granelli affilati di questa polvere, dai bordi frastagliati e caricati elettrostaticamente, si aggrappano a tutte le superfici e le danneggiano. Ora il rivestimento creato da Vivek Dwivedi e Mark Hasegawa migliorerà l’abitabilità lunare.

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