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Lunedì 9 settembre 2019 - 13:37

Intesa Italia-Giappone-Austria su lotta a tumori con ioni carbonio

Collaborazioni con Cnao di Pavia, unico centro italiano

Milano, 9 set. (askanews) – Italia, Giappone e Austria lavoreranno insieme per migliorare e promuovere la ricerca sull’utilizzo dell’adroterapia con ioni carbonio, forma evoluta di radioterapia per la cura di tumori radioresistenti che utilizza al posto dei raggi X fasci di ioni carbonio e protoni. Da settembre la direzione scientifica del Cnao di Pavia, il Centro nazionale di adroterapia oncologica, si avvarrà infatti della collaborazione di Tadashi Kamada, visiting researcher e già direttore dal 2008 al 2019 del Nirs National Institute of Radiological Sciences di Chiba in Giappone – primo Paese al mondo a introdurre l’adroterapia con ioni carbonio negli anni Novanta – e di Piero Fossati, direttore scientifico di MedAustron, centro clinico e di ricerca di adroterapia con ioni carbonio di Wiener Neustadt in Austria.

Il Cnao è l’unico centro italiano e il sesto nel mondo con Giappone, Austria, Germania e Cina, in grado di effettuare l’adroterapia, sia con protoni che con ioni carbonio. Si tratta di una forma avanzata ed evoluta di radioterapia, sviluppata per trattare i tumori non operabili e resistenti ai tradizionali trattamenti radioterapici. Se la radioterapia convenzionale utilizza raggi X o elettroni, l’adroterapia prevede principalmente l’uso di protoni o ioni carbonio. Queste particelle atomiche, dette “adroni” sono più pesanti e dotate di maggiore energia degli elettroni e quindi più precise ed efficaci nel trattamento dei tumori.

“Questa collaborazione con i più importanti centri di adroterapia con ioni carbonio – ha sottolineato in una nota Lisa Licitra, direttore scientifico del Cnao – si inserisce nel programma di ricerca e di sviluppo delle conoscenze sull’uso clinico delle particelle. Gli ioni carbonio rappresentano già un’opzione terapeutica per alcune forme tumorali. Grazie a queste collaborazioni, ci auguriamo di accelerare il processo scientifico alla base del successo di ogni innovazione in medicina”.

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