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Venerdì 19 luglio 2019 - 17:08

Spazio, Beyond: 6 esperimenti Asi per missione Luca Parmitano

Il 20 luglio la partenza dell'astronauta per la Stazione spaziale
Spazio, Beyond: 6 esperimenti Asi per missione Luca Parmitano

Roma, 19 lug. (askanews) – Il 20 luglio, in coincidenza con i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, Luca Parmitano, astronauta italiano del corpo degli astronauti dell’ESA, partirà alla volta della ISS insieme all’astronauta della Nasa Andrew Morgan e al cosmonauta Alexander Skvortsov di Roscosmos (Expedition 60/61) per la missione ESA denominata BEYOND. Durante questa sua seconda missione che si concluderà il 6 febbraio 2020 (nel 2013 con la missione Volare dell’Asi ha trascorso 166 giorni nello spazio) Parmitano sarà il primo astronauta italiano (e il terzo europeo) a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Beyond è la dodicesima missione che coinvolge uno o più astronauti italiani, e la decima sulla ISS. Durante la sua permanenza sulla Iss Parmitano dedicherà buona parte del tempo all’attività scientifica, impegnato a seguire oltre 200 esperimenti 6 dei quali sviluppati dall’Agenzia spaziale italiana: NUTRISS, Acoustic Diagnostics, Amyloid Aggregation, LIDAL, Xenogriss e Mini-EUSO. Gli esperimenti – due sono già sulla Stazione, gli altri saranno lanciati a luglio, agosto, ottobre e dicembre – riguardano diversi settori di ricerca: fisiologia umana, biochimica, biologia, dimostrazione tecnologica, osservazione della Terra. Eccoli in dettaglio. NUTRISS (Principal Investigator Gianni Biolo, Department of Medical Surgical and Health Sciences, University of Trieste; o?PI: Filippo Giorgio Di Girolamo, Department of Medical Surgical and Health Sciences, University of Trieste; responsabile della realizzazione dell’apparato: Kayser Italia s.r.l., Livorno). Un alterato introito calorico può essere dannoso in una condizione cronica come il volo di lunga durata, dunque l’obiettivo è quello di mantenere una composizione corporea ideale evitando l’aumento del rapporto massa grassa/massa magra dovuto all’inattività da microgravità. Questo ‘proof-of-concept’ scientifico ed operativo mira a far luce sulla fisiopatologia dei cambiamenti nella composizione corporea durante il volo spaziale a lungo termine. I risultati miglioreranno le prestazioni fisiche e la qualità della vita dell’astronauta durante il volo spaziale e ottimizzeranno le fasi di recupero degli astronauti sulla Terra dopo l’atterraggio.

Inoltre, i dati sperimentali ottenuti potrebbero implementare la gestione clinica di pazienti immobilizzati malnutriti e / o obesi, migliorando così la qualità della vita umana sulla Terra. L’esperimento è stato inviato sulla Iss lo scorso aprile.

ACOUSTIC DIAGNOSTICS (PI: Arturo Moleti, Physics Department, University of Roma Tor Vergata; Co-PI: Giorgio Pennazza, Università Campus Biomedico Roma; Michele Trichilo, ALTEC S.p.A; responsabile della realizzazione dell’apparato: Physics Department, University of Roma Tor Vergata, ALTEC S.p.A.). Microgravità e rumore a bordo della Stazione Spaziale Internazionale costituiscono potenziali fattori di rischio per l’udito degli astronauti. Questo esperimento si propone di valutare eventuali danni all’apparato uditivo confrontando i risultati di numerosi test audiologici effettuati sugli astronauti prima e dopo la missione, ed effettuando test obiettivi dell’udito durante la loro permanenza in orbita. A questo scopo il gruppo ha realizzato un sistema innovativo per la misura dei prodotti di distorsione otoacustici (DPOAE) che garantisce elevata riproducibilità dei risultati sfruttando un particolare sistema di calibrazione dello stimolo nel canale uditivo e un’elevata risoluzione in frequenza. I risultati dei test permetteranno di evidenziare o di escludere danni all’apparato uditivo, anche di lieve entità e di natura transitoria, associabili alla permanenza nelle condizioni di rumore e microgravità caratteristiche della Iss e con evidenti implicazioni nelle future missioni di lunga durata. Anche questo esperimento si trova già sulla Stazione spaziale dove è arrivato lo scorso aprile.

XENOGRISS (PI: Angela Maria Rizzo, Dip. di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Università degli Studi di Milano; Co-PI: Monica Monici Lab. Congiunto ASAcampus, Div. Ric. ASA – Dip. di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche Università degli Studi di Firenze; responsabile della realizzazione dell’apparato: Kayser Italia srl, Livorno). Utilizzando come modello i girini di Xenopus, che saranno mandati a bordo della ISS all’interno di uno specifico contenitore, l’esperimento si propone di valutare se in questi animali i processi di accrescimento e rigenerazione sono influenzati dalla forza di gravità. L’esperimento, che prevede il coinvolgimento di studenti provenienti dall’ITIS Meucci di Firenze, vuole valutare l’effetto dell’amiente spaziale, ed in particolare della microgravità, sul processo di rigenerazione tissutale. ‘Per capire la logica di questo esperimento – aveva spiegato a gennaio la professoressa Rizzo intervistata da askanews – basta pensare al fatto che l’ambiente spaziale induce negli esseri viventi dei processi fiso/patologici che assomigliano molto all’invecchiamento. Proprio durante l’invecchiamento il processo di rigenerazione tissutale, ad esempio delle ferite o delle piaghe, è fortemente compromesso. L’effetto delle condizioni di microgravità sulla crescita e rigenerazione dei tessuti – aggiunge – è ancor meno noto, ma ci aspettiamo degli effetti evidenti della microgravità sul processo di rigenerazione, e lo studio di questi effetti è rilevante sia in vista della permanenza futura dell’uomo nello spazio, che per lo studio dei processi molecolari sottesi, e quindi per il trattamento di alcune condizioni patologiche sulla Terra. Il lancio è programmato per il 4 dicembre prossimo.

LIDAL (PI: Livio Narici, Università di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Fisica – URTV; responsabile della realizzazione dell’apparato: Kayser Italia s.r.l., Livorno). Per definire le necessarie contromisure volte a mitigare i possibili danni dovuti alla radiazione durante permanenze umane nello spazio si devono capire gli effetti della radiazione sull’uomo, e conoscere le caratteristiche della radiazione a cui verranno esposti gli astronauti. Il sistema di rivelatori ALTEA, che ha operato sulla ISS tra il 2006 e il 2012, è stato costruito per lo studio dell’interazione degli ioni pesanti (e medi) con il sistema nervoso centrale umano. L’esperimento LIDAL (Light Ion Detector for ALTEA) permetterà ad ALTEA di misurare anche gli ioni leggeri ed in particolar modo i protoni, e, utilizzando un’elettronica veloce e all’avanguardia, potrà misurare direttamente la velocità di ogni particella, permettendo di determinare l’energia cinetica delle particelle incidenti. L’esperimento arriverà sulla Iss a ottobre (lancio previsto il 19).

Mini-EUSO (PI: Marco Casolino, INFN – Sezione di Roma Tor Vergata, e Dipartimento di Fisica, Università Roma Tor Vergata; Co-PI: Mikhail Panasyuk, – Moscow State University, MSU – Moscow; responsabile della realizzazione dell’apparato: INFN – Sezione di Roma Tor Vergata, Moscow State University, MSU – Moscow). Mini-EUSO (Multiwavelength Imaging New Instrument of Extreme Universe Space Observatory) è un telescopio di nuova generazione per lo studio ed il monitoraggio di emissioni notturne in banda ultravioletta (UV) di origine terrestre, atmosferica e cosmica, la cui ottica si basa sull’utilizzo di lenti di Fresnel.

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