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Venerdì 9 novembre 2018 - 16:54

Lincei, Parisi: in Italia cultura in declino, bisogna difenderla

Il nuovo presidente ha inaugurato il nuovo anno accademico
Lincei, Parisi: in Italia cultura in declino, bisogna difenderla

Roma, 9 nov. (askanews) – “Bisogna difendere la cultura italiana su tutti i fronti, dobbiamo evitare di perdere la nostra capacità di trasmetterla alle nuove generazioni. Se gli italiani perdono la loro cultura, cosa resta del Paese? Bisogna che si costituisca un fronte comune di tutti gli operatori culturali italiani (dagli insegnanti degli asili ai professori universitari, dai programmatori ai poeti) per poter affrontare e risolvere l’attuale emergenza culturale”.

A lanciare l’allarme è il prof. Giorgio Parisi nell’intervento di apertura della cerimonia di inaugurazione del 416° anno accademico dei Lincei di cui è presidente dall’agosto scorso.

“La deindustrializzazione sistematica dell’Italia è il filo conduttore della storia italiana dagli anni Sessanta in poi, assieme al sempre più marcato disinteresse della grande industria per la ricerca. È ben possibile – ha detto ancora Parisi nella sua relazione – che i nostri governanti decidano che l’industria e la ricerca italiana debbano avere un posto sempre più secondario e che il paese debba scivolare verso il terzo mondo: in fondo i brevetti si possono sempre comprare dall’estero e i prodotti di alta tecnologia si possono importare”.

Se consideriamo anche “il lento decadere della scuola pubblica”, ha detto ancora il presidente dei Lincei, “il progressivo disinvestimento dell’impegno finanziario del governo italiano nei Beni culturali (basti dire che il restauro del Colosseo è stato fatto con fondi privati e che il Fondo Unico per lo Spettacolo diminuisce ogni anno fino ad arrivare alla metà delle cifre stanziate venti anni fa), ci rendiamo conto che tutte le attività culturali italiane sono in lento, ma costante declino”.

“Il prestigio (e forse anche lo stipendio) degli insegnanti nelle scuole di tutti i livelli è calato sempre di più”, ha osservato Parisi aggiungendo che “la scuola sta perdendo il ruolo di ascensore sociale che aveva una volta” e l’Università ha assistito negli ultimi dieci anni a uno “dei più grandi disinvestimenti nell’alta cultura che siano mai avvenuti in un paese in tempo di pace”: 20% in meno di finanziamenti, 20% in meno di insegnanti e 20% in meno di studenti.

L’Accademia dei Lincei, ha detto il suo presidente, “deve rafforzare il suo ruolo centrale nel dibattito culturale italiano diventando luogo privilegiato dove vengono dibattuti scientificamente i principali problemi del Paese” e “deve avere un ruolo importante nel progettare il futuro della Cultura nel nostro paese”.

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