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Martedì 13 febbraio 2018 - 16:04

Spazio, con “Espresso” Vlt diventa il più grande telescopio ottico

Per la prima volta combinata la luce dei 4 telescopi principali
Spazio, con “Espresso” Vlt diventa il più grande telescopio ottico

Roma, 13 feb. (askanews) – Lo strumento Espresso, montato sul Vlt (Very Large Telescope) dello European Southern Observatory in Cile, ha usato per la prima volta la luce combinata di tutti e quattro i telescopi principali (Ut) da 8,2 m di diametro. Combinare così la luce degli Ut – spiega L’Eso – rende il Vlt il più grande telescopio ottico in funzione, in termine di area di raccolta.

Uno degli obiettivi originari del progetto del Vlt dell’Eso era proprio riuscire a far funzionare insieme i quattro telescopi principali in modo da renderlo un unico, gigantesco telescopio. Con la prima luce dello spettrografo Espresso nella modalità a quattro unità, questo traguardo fondamentale è stato raggiunto.

Un sistema di specchi, prismi e lenti trasmette la luce da ogni Ut del Vlt fino allo spettrografo Espresso, a una distanza che arriva fino a 69 metri. Grazie a queste ottiche complesse, Espresso può raccogliere la luce di più telescopi principali insieme, fino a tutti e quattro gli Ut, aumentando la sua capacità di raccolta di luce, o, in alternativa, può ricevere la luce di ciascuno dei quattro Ut indipendentemente, per un uso più flessibile del tempo di osservazione. Espresso è stato progettato proprio per sfruttare questa infrastruttura.

Alimentare un singolo strumento con la luce combinata darà agli astronomi l’accesso a informazioni che prima non erano disponibili. Il nuovo strumento è rivoluzionario per l’astronomia con spettrografi di alta risoluzione. Utilizza concetti innovativi, come la calibrazione in lunghezza d’onda assistita da un “pettine di frequenza” laser, che fornisce precisione e ripetibilità senza precedenti, e ora anche la possibilità di unire la potenza di raccolta della luce dei quattro singoli Ut.

Due dei principali obiettivi scientifici di Espresso sono la scoperta e la caratterizzazione di pianeti simili alla Terra e la ricerca di possibili variazioni nel valore delle costanti fondamentali della fisica. Misurare queste ultime richiede l’osservazione di quasar distanti e deboli: sarà forse questa l’area scientifica che beneficerà maggiormente dalla combinazione della luce di tutti e quattro gli Ut in Espresso.

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