Header Top
Logo
Martedì 24 Ottobre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
colonna Sinistra
Giovedì 12 ottobre 2017 - 12:48

Antartide, Esa: nuove ricerche nella base italo-francese Concordia

Gli esperimenti che attendono il medico selezionato dall'Agenzia
20171012_124823_370AE92F

Roma, 12 ott. (askanews) – La stazione di ricerca italo-francese Concordia in Antartide si prepara ad accogliere un nuovo equipaggio e nuovi esperimenti. Esperimenti che interessano da tempo anche l’Agenzia spaziale europea che ogni anno seleziona un medico disposto ad affrontare l’avventura tra i ghiacci per condurre alcuni esperimenti selezionati in vista delle prossime missioni umane di lunga durata nello spazio, a cominciare da quelle con destinazione Marte.

Quest’anno – scrive l’Esa sul suo sito – sarà l’austriaca Carmen Possnig a condurre nei mesi invernali le ricerche alla base Concordia dove le condizioni di vita sono davvero estreme: assenza di luce per 4 mesi durante l’inverno, temperature che possono scendere fino a -80° C, ridotta quantità di ossigeno nell’aria per l’altitudine (3200 metri), nessun rifornimento per 9 mesi, isolamento (gli esseri umani più vicini si trovano a 600 km di distanza nella base russa Vostok). Dopo un periodo di addestramento, l’equipaggio (16 persone in tutto) si metterà in viaggio per l’Antartide per la spedizione invernale che inizierà a febbraio.

Oltre a proseguire gli esperimenti Esa già avviati, la dottoressa si occuperà di due nuove ricerche. La prima punta a studiare gli effetti dell’ipossia – la carenza di ossigeno – sull’uomo, una condizione che gli abitanti della stazione Concordia, vista l’altitudine, vivono in modo permanente. Gli effetti saranno studiati monitorando l’ossido nitrico nel sangue, che ci si aspetta cali per poi stabilizzarsi quando l’organismo si adatta. Oggi – sottolinea l’Esa – non ci sono studi su persone che trascorrono mesi in ambienti con scarso ossigeno (come accadrà agli astronauti negli habitat spaziali), quindi la base Concordia è un luogo ideale per investigare le loro condizioni. La ricerca si collega anche con un altro esperimento dell’Esa che studia gli effetti a breve termine della carenza di ossigeno sulla Stazione spaziale.

L’altro esperimento focalizzerà l’attenzione sui batteri che, a miliardi, vivono nel nostro corpo influenzando il nostro stato di salute. Il microbioma di ognuno di noi cambia costantemente – basta stringere la mano a qualcuno o mangiare un nuovo cibo perché altri batteri ci colonizzino – e i ricercatori sono interessati a capire i cambiamenti che intervengono dopo aver vissuto 6 mesi in ambienti chiusi. Gli studi sul ruolo che il microbioma gioca nella nostra vita sono ancora agli inizi, quindi la comprensione dei cambiamenti che avvengono in ambienti controllati potrà aiutare a curare, ad esempio, la malattia di Crohn, asma, dermatiti o le malattie autoimmuni nel cui sviluppo si pensa possano essere coinvolti i batteri.

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su