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Venerdì 15 settembre 2017 - 13:08

Le ultime ore di Cassini prima dello schianto su Saturno

La sonda spaziale da tredici anni orbita intorno al pianeta
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New York, 14 set. (askanews) – Sono passati tredici anni da quando la sonda Cassini ha iniziato a orbitare attorno a Saturno, permettendoci di vedere da vicino il pianeta e scoprendo nuove caratteristiche di alcune sue lune, sconosciute fino a quel momento, e molto interessanti per comprendere l’evoluzione della vita nel nostro sistema solare. Adesso la Nasa ha deciso di farla schiantare su Saturno, in una uscita di scena spettacolare che inizierà alle 14, ora italiana, quando il velivolo entrerà nell’atmosfera di Saturno, prendendo fuoco e trasformandosi in un meteorite.

La decisione è stata presa dagli scienziati della Nasa dopo anni di discussioni e analisi: Cassini a breve finirà il combustibile quindi non sarebbe più stato possibile controllarlo dalla Terra.

Tuttavia gli scienziati avrebbero potuto porlo in una posizione ‘sicura’ e lasciarlo continuare a gravitare intorno al pianeta, avendo in cambio nuove fotografie. I ricercatori hanno optato per il Gran Finale, questo è il nome dell’ultimo atto di Cassini, per evitare il rischio che in futuro Cassini potesse cadere su una delle lune di Saturno e portare con sé batteri che avrebbero potuto distruggere eventuali forme di vita locali.

Cassini orbita intorno a Saturno da 13 anni e grazie alle sue fotografie ad alta risoluzione ha permesso agli scienziati di comprendere ancora meglio le caratteristiche degli anelli del pianeta. La missione Cassini è stata pensata negli anni 80 e nasce da una collaborazione tra la Nasa, l’Esa e l’Italia che ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del progetto.

La sonda è stata lanciata nel 1997 da Cape Canaveral, in Florida, e il suo nome è stato scelto in onore di Giovanni Domenico Cassini, astronomo italiano del 17esimo secolo: fu lui ad analizzare per primo gli anelli di Saturno e a scoprire quattro lune. La missione porta anche il nome di Christiaan Huygens, matematico olandese che scoprì la luna Titano e capì il funzionamento degli anelli di Saturno.

Cassini è arrivato nell’orbita di Saturno nel 2004 e poco dopo ha lasciato scendere su Titano, Huygens, il primo lander a visitare una luna aliena: Titano ha una atmosfera come quella terrestre, ma molto più densa, ed ha laghi di metano allo stato liquido e una sistema di perturbazioni nuvolose simile a quello della Terra, anche se al posto dell’acqua piovono idrocarburi.

Cassini ha anche scoperto alcune caratteristiche di un’altra luna di Saturno, Encelado, che sotto una coltre di ghiaccio ha un mare allo stato liquido profondo 30-40 chilometri. Cassini ha analizzato da vicino i fumi di gas liberati dalla luna, scoprendo che contengono idrogeno. I livelli di anidride carbonica, idrogeno e metano misurati su Encelado fanno pensare alla possibilità che alcuni sistemi microbiali potrebbero trovarvi nutrimento.

A24/Pau/Int9

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