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Lunedì 17 luglio 2017 - 13:55

Ricerca, sapienza contadina e genomica per migliorare il grano

Sant'Anna Pisa nel team scientifico che ha lavorato in Etiopia
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Roma, 17 lug. (askanews) – Le conoscenze dei contadini etiopi, tramandate di generazione in generazione, possono essere unite ad approcci di genomica avanzata per guidare il miglioramento delle colture, in particolare del grano. É l’innovativo risultato della ricerca coordinata dagli scienziati italiani della Scuola Superiore Sant’Anna, che hanno lavorato a stretto contatto con due comunità di contadini di sussistenza degli altipiani dell’Etiopia, pubblicato oggi sulla rivista internazionale “Frontiers in Plant Science”.

Il lavoro è il risultato della collaborazione scientifica, condotta in Etiopia, tra l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, l’organizzazione Bioversity International, l’Università di Bologna, e istituzioni di ricerca del Paese africano, coinvolgendo studenti etiopi del Dottorato in Agrobiodiversità, promosso dall’Istituto di Scienze della Vita della Sant’Anna.

Gli scienziati – scrive la Scuola superiore pisana – hanno dimostrato che l’antica sapienza contadina può servire per identificare fattori genetici utili al miglioramento delle colture di grano. Dall’unione tra le conoscenze tradizionali e la genomica deriva un metodo che potrà portare benefici in tutto il mondo. Nei Paesi in via di sviluppo saranno prodotte piante di grano che rispondano alle specifiche esigenze dei contadini di sussistenza, contribuendo alla sicurezza alimentare del sud del mondo. Allo stesso tempo, la parte più ricca del mondo, che consuma la maggior parte delle risorse alimentari, potrà disporre di nuovi strumenti e strategie innovative per contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico.

La gran parte dei sistemi agricoli dei Paesi in via di sviluppo sono ancora basati su una coltivazione di sussistenza. Centinaia di milioni di agricoltori vivono del raccolto che ottengono da piccoli appezzamenti di terra esposti anch’essi ai cambiamenti climatici. Per evitare di perdere il raccolto – andando incontro a un periodo di carestia – questi contadini devono essere molto efficienti nel selezionare le varietà più adatte alle condizioni locali. Le conoscenze tradizionali sviluppate e tramandate nei secoli li guidano in tali scelte.

Per arrivare ai risultati di oggi, 60 contadini di sussistenza che vivono in due località sugli altopiani dell’Etiopia hanno valutato in maniera sistematica caratteristiche di loro interesse in 400 varietà di grano, producendo oltre 190mila dati in due settimane di lavoro ininterrotto nei campi a stretto contatto con i ricercatori. A questi dati sono stati poi uniti 30 milioni di dati molecolari derivati dal sequenziamento del DNA delle varietà di grano, riuscendo a identificare fattori genetici che determinano l’apprezzamento del grano da parte dei contadini locali.

“Accedere alla conoscenza contadina e alle sue basi genetiche -commenta Matteo Dell’Acqua, ricercatore di genetica della Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatore scientifico della ricerca – permette di produrre piante migliorate che siano apprezzate dai contadini di sussistenza. Questo approccio inedito, unito a quello dalle più classiche pratiche del miglioramento genetico, apre nuovi orizzonti per produrre colture capaci di rispondere alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla crescita della popolazione mondiale”.

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