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Lunedì 31 ottobre 2016 - 10:52

Ecco le stelle di Halloween: arancioni e a forma di zucca

Individuate dai telescopi Kepler e Swift ruotano velocissime
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Roma, 31 ott. (askanews) – Nel corso di un “raccolto” durato quattro anni – una survey partita a maggio 2009 e terminata a maggio 2013 – il telescopio spaziale Kepler della Nasa, lavorando in tandem con Swift, ha individuato, in uno scampolo di cielo fra la costellazione del Cigno e quella della Lira, 18 stelle, fra giganti e subgiganti, a forma di zucca e di colore giallo-arancione che ruotano vorticosamente e con un’emissione di raggi X che può arrivare fino a 4mila volta il massimo solare.

Stelle di Halloween, verrebbe da dire, il cui nome in codice – si legge su Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di Astrofisica – è ‘KSw’, prefisso dovuto alle iniziali dei due telescopi spaziali utilizzati per la survey. Stelle molto rare, forse appartenenti alla classe delle variabili FK Comae, e molto particolari: un esemplare del gruppo, per esempio, la super-zucca targata ‘KSw 71’, è una gigante arancione di tipo K grande oltre dieci volte il Sole, con un periodo di rotazione di appena cinque giorni e mezzo (il Sole impiega circa un mese) e un’emissione di raggi X pari a 4mila volte il massimo solare.

“Le stelle risultano avere una forma schiacciata, un po’ come le zucche, in seguito alla rotazione”, spiega a Media Inaf Elena Mason, ricercatrice all’Osservatorio astronomico di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e coautrice, insieme a Steve Howell dell’Ames Research Center della Nasa, dello studio in uscita domani su “The Astrophysical Journal”. “Il fenomeno dello schiacciamento dei poli dovuto alla rotazione è ben noto anche per la Terra e i pianeti. Giove, per esempio, ha il diametro attraverso i poli circa il 6-7 per cento più piccolo rispetto a quello sul piano equatoriale. Nel caso della Terra, invece, la differenza è circa del 3 per mille. In pratica, un corpo gassoso/fluido e/o elastico (come possono essere una stella e la Terra, rispettivamente), messo in rotazione, si deforma, perché i punti all’equatore risentono di una maggiore forza centrifuga. La stessa forza che ci inclina a destra, quando in auto curviamo a sinistra, e viceversa”.

“Nelle stelle in cui s’è misurata una velocità di rotazione molto alta, l’effetto dello schiacciamento ai poli deve essere piuttosto marcato. Tuttavia non siamo in grado di osservarlo né di misurarlo direttamente – chiarisce Mason – perché le stelle in questione sono troppo lontane. A tutt’oggi è possibile misurare il diametro solo di stelle brillanti la cui distanza da noi non supera qualche decina di parsec tramite tecniche di interferometria o tramite occultazione, per esempio da parte della Luna”. Pare che le 18 stelle-zucca trottolino così veloci perché in origine erano sistemi binari a contatto. Coppie di stelle in orbita reciproca molto ravvicinata. Stando a un modello messo a punto una quarantina d’anni fa dall’astronomo Ronald Webbink, quando uno dei due membri della coppia sta per esaurire il combustibile finiscono per fondersi in un’unica stella. Per un centinaio di milioni di anni, la stella risultante sarà circondata da un disco di gas prodotto dalla fusione. Una volta che il disco si dissipa, ciò che resta è una stella a rapida rotazione. Ebbene, le 18 KSw descritte nello studio – prosegue Media Inaf – sembrano tutte aver attraversato queste fasi, ed essere quindi emerse dal disco che le circondava.

“In questo scenario, possiamo aspettarci di trovare circa 160 di queste stelle in tutto il campo di vista di Kepler. Se teniamo presente che la porzione di quest’ultimo che siamo finora riusciti a perlustrare anche con Swift è molto ridotta, la nostra scoperta è dunque in linea con le attese teoriche”, conclude Mason, calcolando che, con la campagna KSwAGS (Kepler-Swift Active Galaxies and Stars survey), lei e i suoi colleghi hanno per ora potuto osservare con Swift circa 6 gradi quadrati sui 100 del campo di Kepler.

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