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Martedì 24 maggio 2016 - 15:44

Aerospazio, KET-Lab esempio di trasferimento tecnologico alle Pmi

All'Asi evento clou prima edizione "Primavera dell'Innovazione"
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Roma, 24 mag. (askanews) – Multidisciplinarietà, sviluppo industriale, condivisione di ricerche e contenuti scientifici. Queste le parole chiave del KET-Lab (Key Enabling Technologies Lab), laboratorio di 1.600 metri quadrati frutto di un accordo di collaborazione siglato alla fine dell’anno scorso tra l’Agenzia spaziale italiana (che ne ospita la sede) e il Consorzio Hypatia per dar vita al primo polo italiano ad alto tasso di innovazione scientifica per il trasferimento tecnologico in ambito aerospaziale alle piccole e medie imprese. E che oggi è stato protagonista dell’evento clou della prima edizione della “Primavera dell’Innovazione”, organizzata dal Consorzio Hypatia in collaborazione con Asi che lo ha ospitato, a cui hanno partecipato esponenti delle istituzioni, del mondo della ricerca e dell’industria.

“Il ruolo dell’Asi – ha detto il presidente dell’Agenzia Roberto Battiston – è mettere a sistema tutte le eccellenze italiane nei settori delle tecnologie abilitanti in modo da accelerare il trasferimento tecnologico alle industrie aerospaziali. E’ una sfida fondamentale, perché spesso ho riscontrato che realtà importanti della ricerca applicata all’industria, anche nello stesso territorio, non si conoscono. Il settore aerospaziale è fondamentale perché vi si trovano tutte le sei Key enabling Technology e abbraccia almeno 12 delle 84 Tecnologie Prioritarie per l’industria”. “Il trasferimento tecnologico è qualcosa di cui il nostro Paese – ha concluso Battiston – ha disperatamente bisogno”.

“Il KET-Lab – ha detto Flavio Lucibello, presidente del Consorzio Hypatia e animatore del laboratorio, in apertura del focus group internazionale “Un modello tutto italiano per il trasferimento tecnologico” – aspira a diventare un luogo dove effettivamente le esigenze si incontrano in maniera paritaria”. Un modello che punta sulla condivisione. “Open innovation vuol dire proprio essere meno gelosi del proprio lavoro, vuol dire apertura e condivisione. Un tema su cui ci aspettiamo una risposta dal sistema”. Molte imprese sono andate all’estero, altre sono state acquisite. “Questo depauperamento va fermato”, ha aggiunto.

Trasferimento tecnologico significa proprio rendere accessibili conoscenze, tecnologie e prototipi sviluppati da università, enti di ricerca e imprese, riadattandoli agli ambiti industriali. In campo aerospaziale gli esempi di trasferimento tecnologico che hanno inciso sulla nostra vita quotidiana sono molti, basti pensare al GPS. E le tecnologie abilitanti sono pensate per rendere possibile il trasferimento di una ricerca da un settore a un altro. “Sono alla base di qualsiasi innovazione tecnologica – ha sottolineato Lucibello – . La fotonica, l’advance manufacturing, le ultime generazioni di stampanti 3D per la creazione di prototipi funzionanti, i nanomateriali, la microelettronica. Le Ket sono interdisciplinari, adattabili a qualunque campo della ricerca”. E il Ket-Lab ne è un esempio. Al momento ospita progetti che spaziano dalle nanobiotecnologie per la tutela ambientale a quelle dedicate alle diagnosi tumorali precoci; dallo sviluppo di nuovi materiali per le rinnovabili, a sistemi di rimozione degli idrocarburi dalle superfici marine. In 6 mesi di attività il laboratorio – che conta 21 giovani ricercatori assunti su un totale di 50 collaboratori – si trova a partecipare a 6 startup innovative italiane che lavorano alla pre-industrializzazione di soluzioni tecnologiche per la vita quotidiana, ha 2 brevetti in fase di registrazione (uno per lo sviluppo di celle solari ultrasottili e flessibili, l’altro per una boa idrofobica che assorbe idrocarburi), conta 4 laboratori multidisciplinari, un openspace adibito alla 3D additive manufacturing di ultima generazione che realizza modelli e prototipi funzionanti.

“Una delle missioni dell’Agenzia spaziale europea – ha detto Aude de Clercq, Technology Transfer Officer dell’Esa – è proprio di aumentare la competitività delle industrie europee e il trasferimento tecnologico è un elemento importante per raggiungere questo obiettivo. Abbiamo quindi bisogno di strutture a livello regionale per implementare questo obiettivo. Ce ne sono in Francia, in Germania e cominciamo ad averne in tutti i Paesi. L’Italia con KET-Lab va nella direzione giusta”.

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