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Lunedì 18 aprile 2016 - 15:25

Cnr e università lombarde, quattro proposte per rilancio ricerca

Giannini: politiche per la conoscenza al centro di investimenti
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Milano, 18 apr. (askanews) – Mobilità dei ricercatori, reciproco riconoscimento delle carriere, maggiore autonomia dai vincoli della Pubblica amministrazione e utilizzo di infrastrutture scientifiche e tecnologiche comuni. E’ questa la ricetta per riaffermare il ruolo strategico della ricerca nel nostro Paese, proposta nel corso della Giornata della Ricerca, tenutasi questa mattina all’Università di Milano-Bicocca, alla quale hanno partecipato Massimo Inguscio, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, i rettori Cristina Messa, della Bicocca, Gianluca Vago, della Statale, Fabio Rugge, dell’Università di Pavia, Sergio Pecorelli, dell’Università di Brescia e Marco Enrico Ricotti, delegato alla Ricerca del Politecnico di Milano.L’incontro si è concluso con gli interventi del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni e il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini.

Diverse le indicazioni emerse dal confronto per rendere la ricerca più efficace e competitiva. La necessità di una semplificazione della mobilità dei ricercatori, intesa come possibilità di muoversi in Italia e all’estero ma anche tra atenei e enti di ricerca, con il rispettivo riconoscimento delle carriere. Questo perché i punti in comune tra ricercatori universitari e degli enti sono molti, a partire dalla missione che è la stessa per tutti: fare ricerca, senza distinzioni tra quella di base e quella applicata, guardando sempre più all’innovazione e alle attività capaci di generare reddito. La condivisione delle infrastrutture di ricerca (laboratori e attrezzature) e, soprattutto, la collaborazione sui progetti di punta già attivi, creando sinergie e non sovrapposizioni o, peggio, progetti paralleli sulle stesse aree che non dialogano.

“Università ed enti di ricerca – ha detto il rettore Cristina Messa – devono unire le forze e lavorare in sinergia attraverso un sistema integrato e agile che può essere organizzato per diversi campi di analisi, per infrastrutture e mobilità di ricercatori. Occorre uno snellimento burocratico che garantisca la restituzione massima dell’investimento. Il dialogo tra Cnr e Università è, infatti, fondamentale per una crescita del ruolo della ricerca per il nostro Paese; questa collaborazione, già solida, punta a rafforzarsi sempre più nel futuro”.

“Per la ricerca – ha affermato il presidente Massimo Inguscio – è arrivato, dopo un lungo ‘inverno’ a livello politico, un momento da cogliere e sfruttare: tra i primi segnali di quest’inversione di tendenza, fondamentale è l’assegnazione a enti e atenei, decisa dal ministro Giannini, di un numero di posti per giovani brillanti che finalmente avranno concrete opportunità, con meccanismi di selezione basati sui migliori standard internazionali. I posti sono quindi quantitativamente limitati (con l’auspicio di una progressione futura) ma qualitativamente importanti. Altri elementi del Piano nazionale della ricerca, poi, consentiranno di rafforzare la capacità attrattiva verso i giovani del sistema ricerca”.

“Questo governo – ha dichiarato Giannini – ha rimesso al centro dell’agenda e degli investimenti le politiche per la conoscenza. Con il Programma Nazionale per la Ricerca investiremo 2,5 miliardi di euro per rilanciare la nostra strategia in questo settore. L’ambizione e l’obiettivo sono comuni: fare della ricerca una leva di crescita economica e di leadership scientifica e culturale del nostro Paese nel mondo”.

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