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Mercoledì 30 settembre 2015 - 14:50

Per la guerra all’Isis spunta un algoritmo sviluppato negli Usa

In grado di leggere gli schemi militari dello Stato Islamico
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Roma, 30 set. (askanews) – Un algoritmo anti-Isis. Potrebbe essere questa la prossima arma del Dipartimento della Difesa Usa nella battaglia, ormai dichiarata, contro le forze militari dello Stato Islamico impegnate sul campo.

Non si tratta di guerra cibernetica, della cosiddetta cyber security, ma di un vero e proprio strumento in grado di leggere con anticipo le mosse dell’avversario sul teatro di guerra, ad esempio l’Iraq. L’algoritmo esiste già, ed è stato creato da un team di informatici proprio con l’intenzione di riprodurre, sullo schema dei wargames elettronici, i comportamenti e le tattiche militari dell’Isis. Con estrema precisione.

A capo del team di ricercatori c’è un ex ufficiale dell’esercito statunitense, che in Iraq è andato da soldato, Paulo Shakarian, e che attualmente è professore alla prestigiosa accademia di West Point e presso l’Università statale dell’Arizona.

Il lavoro degli scienziati informatici si è rivolto alle migliaia di dati sulle azioni militari dell’Isis raccolti nei big data della Difesa, in particolare presso l’Istituto per lo studio della guerra, ed alla potenziale generazione di un algoritmo capace appunto di ricrearle su scala territoriale, anche in termini di reale modus operandi.

Dall’analisi dei dati è emerso, infatti, che esiste una relazione diretta, data da una serie di marker comportamentali militari, nel ripetersi delle azioni di guerra dell’Isis. Correlazioni meramente tattiche, non strategiche dunque, che l’algoritmo è in grado di anticipare, leggendone il rapporto causa-effetto in maniera così esatta da corrispondere a quanto poi realmente accade.

Il lavoro realizzato dal team dimostra ad esempio come ad un’ondata di attentati con autobombe a Bagdad, corrisponde immediatamente un’intensa fase di attacco nelle città dell’Iraq del nord. Le autobombe, in questo caso, servirebbero esclusivamente per allontanare le forze di sicurezza irachene dal reale obiettivo che si intende colpire.

Esistono poi, nell’analisi del team guidato da Shakarian, alcuni punti nevralgici in Iraq che forniscono parametri e marker ripetitivi identificati e tracciati dall’algoritmo anti-Isis: si tratta dell’area dell’aeroporto di Balad, sede di una importante base del governo iracheno, e di Baiji, nei pressi di una grande raffineria.

Nessun elemento su come, operativamente, questo possa tramutarsi in una vera applicazione tecnologica per uso militare da parte degli avversari dell’Isis, Usa in primis visto che il progetto è nato e si sviluppa in ambiente militare americano. Gli informatici per il momento, dal lancio del loro studio, si limitano a descrivere gli schemi ripetitivi delle forze Isis sul terreno. Ma Shakarian ed il suo team hanno già comunicato l’intenzione di allargare l’ambito di azione dell’algoritmo, con lo stesso metodo utilizzato per l’Isis, all’insieme dei conflitti bellici attualmente aperti a livello mondiale. Il metodo, dunque, evidentemente funziona.

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