lunedì 16 gennaio | 23:43
pubblicato il 01/dic/2016 16:03

Migranti, Blangiardo: minori tra integrazione e viaggi speranza

"C'è chi diventa neo italiano grazie a genitori e chi sbarca solo"

Migranti, Blangiardo: minori tra integrazione e viaggi speranza

Milano, 1 dic. (askanews) - Oggi in Italia ci sono bambini che grazie alla loro famiglia diventano nuovi italiani ma ce ne sono altri che sbarcano da soli nel nostro Paese: "Sono due mondi profondamente diversi sui quali conviene riflettere e che in qualche modo mettono in evidenza quelle che sono le contraddizioni del fenomeno migratorio nel XXI secolo". E' quanto ha spiegato Gian Carlo Blangiardo, professore di Demografia all'università Bicocca di Milano e responsabile del settore Monitoraggio dell'immigrazione della Fondazione Ismu, nel corso della presentazione del "XXII Rapporto sulle migrazioni 2016".

"C'è una popolazione immigrata che è qui da diverso tempo, che ha già percorso tutte le diverse tappe di un percorso anche di integrazione e che sta arrivando alla cittadinanza italiana. Non è un caso che quasi 200mila persone, nel 2015, l'abbiano avuta e che il 40% circa di questi siano minorenni, quindi bambini di una famiglia nella quale almeno un genitore è diventato italiano. Questo è sicuramente un messaggio importante del percorso di maturazione di una realtà che, anche al di là della cittadinanza, ha per esempio permessi di soggiorno di lungo periodo ormai presenti in oltre il 50% dei non comunitari: stiamo andando veramente verso una stabilizzazione" ha affermato Blangiardo, aggiungendo che "ciò nonostante non dobbiamo dimenticare che si sviluppa una sorta di bipolarismo, perché se da un lato c'è chi prosegue il proprio cammino, dall'altro c'è chi comincia il proprio cammino. Parlo soprattutto delle persone che sono appena arrivate (nel 2016 supereremo sicuramente il record di sbarchi degli anni precedenti) e tra queste che iniziano dal nostro Paese un percorso difficile, ci sono quasi 24mila minori non accompagnati, quando due anni fa erano circa 12mila. Questi bambini, questi ragazzini che vivono senza la loro famiglia, e quelli che grazie alla famiglia diventano italiani sono due mondi profondamente diversi sui quali conviene riflettere e che in qualche modo mettono in evidenza quelle che sono le contraddizioni del fenomeno migratorio nel XXI secolo".

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