mercoledì 18 gennaio | 13:28
pubblicato il 18/ott/2016 18:17

Immigrati, Cassazione: unione civile blocca espulsione condannato

Decisione rinviata al tribunale di sorveglianza di Torino

Immigrati, Cassazione: unione civile blocca espulsione condannato

Roma, 18 ott. (askanews) - Un immigrato che convive in unione civile con un cittadino italiano, o una cittadina italiana, può evitare l'espulsione dal nostro Paese. Oggi dalla Cassazione, I sezione penale, con la sentenza 44182, è stato ritenuto "fondato" il reclamo di Abderrazah Z. contro la decisione con la quale il tribunale di sorveglianza di Torino, il tre dicembre del 2014, aveva confermato l'ordinanza di espulsione emessa con decreto dal magistrato di Cuneo a novembre nei confronti del magrebino di 28 anni.

I giudici hanno ritenuto che l'espulsione dei condannati 'clandestini' in espiazione della condanna, e a due anni dal suo termine, deve essere revocata nel caso in cui il cittadino extracomunitario conviva con un partner italiano perché questa circostanza è una "condizione ostativa" al foglio di via proprio in forza della legge numero 76 del 2016 sulle coppie di fatto.

E questo "alla luce delle nuove regole" che sono state accolte "dall'opinione pubblica, dagli operatori e dai teorici del diritto come una disciplina epocale con la quale sono state riconosciute nell'ordinamento statuale e disciplinate positivamente le unioni tra persone dello stesso sesso e con esse anche quelle di fatto tra eterosessuali", non si può negare ad Abderrazah Z. "di acquisire lo status familiare riconosciuto dalla legge" e di evitare così l'espulsione.

A questo punto il caso dovrà esser rimesso al tribunale di sorveglianza di Torino che deve applicare a questo caso il principio di diritto affermato per cui: "La convivenza dello straniero con una cittadina italiana riconosciuta con 'contratto di convivenza' disciplinato dalla legge 20 maggio 2016 numero 76, è ostativa alla espulsione a titolo di misura alternativa alla detenzione di cui all'articolo 19 comma due lettera 'c' del d.lgs 286 del 1998 e tale causa ostativa deve essere valutata se sussistente o meno al momento in cui l'espulsione viene messa in esecuzione".

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