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pubblicato il 29/gen/2016 08:38

'Ndrangheta, presi due latitanti in un bunker con un arsenale

In manette Ferraro e Crea. De Raho: "Sotto terra come animali"

'Ndrangheta, presi due latitanti in un bunker con un arsenale

Roma, 29 gen. (askanews) - Arrestati dalla polizia due importanti latitanti della 'ndrangheta che si nascondevano in un bunker in provincia di Reggio Calabria. In manette sono finiti Giuseppe Ferraro, ricercato dal 1998, e Giuseppe Crea, latitante dal 2006. Vivevano in un nascondiglio sotto terra, rivestito di cemento armato, nel quale è stato trovato anche un arsenale di armi.

Il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ha spiegato a RaiNews24 che si è arrivati agli arresti "grazie a un indagine particolarmente complessa, con intercettazioni ambientali e telefoniche e sopratuttto con videoregistrazioni che hanno consentito di seguire il movimento di tante persone".

"Giuseppe Ferraro è un latitante da oltre 18 anni della 'ndrangheta: legato alla cosca Ferraro-Raccosta, è stato condannato all'ergastolo con sentenza definitiva per degli omicidi nell'ambito della faida di Oppido Mamertina degli anni '90 e recentemente ha subito un'altra condanna sempre per omicidio. E' un personaggio di grandissimo spessore criminale e altissima paricolosità. Giuseppe Crea invece faceva parte della cosca Crea, molto forte sull'aerea tirrenica, era latitante dal 2006. Sono soggetti che hanno constrollato, condizionato e intimidito la zona: l'omertà è stata in gran parte sostenuta dalla loro presenza".

Ferraro e Crea, ha proseguito il procuratore, sono stati catturati "in un bunker nascosto tra alberi e cespugli, in una buca di cemento armato al di sotto del livello del calpestio, che fa pensare come spesso costoro vivano come animali, conducendo una vita di lontananza e freddezza".

All'interno c'era un vero arsenale: "Circa 20 armi fra pistole, fucili mitragliatori, fucili a pompa e numerose munizioni. Come se dovessero sostenere una guerra e questo conferma la pericolosità di queste persone", ha concluso De Raho.

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