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pubblicato il 19/ott/2016 15:16

## Ucraina, stasera vertice a Berlino ma restano i soliti nodi

Non attesa svolta a riunione Merkel, Putin, Hollande, Poroshenko

Kiev, 19 ott. (askanews) - La situazione in Ucraina e quella in Siria sono i dossier scottanti che affronteranno a Berlino questa sera la cancelliera tedesca Angela Merkel e i presidenti di Russia, Francia e Ucraina. Il cosiddetto "quartetto normanno", con Vladimir Putin, Francois Hollande e Petro Poroshenko, non si riuniva da oltre un anno, da quando il 2 ottobre del 2015 era stato il capo di Stato francese a presiedere l'ultimo vertice a Parigi. Oggi come allora la priorità è quella di rilanciare gli accordi di Minsk, siglati nel febbraio dello scorso anno e per nulla implementati. L'incontro arriva in un momento caldo, sia sul versate nel Donbass, dopo l'uccisione questa settimana di uno dei comandanti ribelli filorussi, Arseni Pavlov, sia su quello siriano, con la breve tregua ai bombardamenti annunciata da Mosca e Damasco solo per oggi e che la cancelliera tedesca vorrebbe in qualche modo prolungare vista "la disastrosa situazione umanitaria".

NIENTE MIRACOLI IN VISTA

Alla vigilia del vertice Angela Merkel ha affermato che il processo di pacificazione in Ucraina è in stallo su molti punti e "bisogna sfruttare al massimo ogni possibilità per fare progressi", anche se dal mini-summit di oggi al Kanzleramt "non bisogna aspettarsi miracoli". Dello stesso tenore sono stati i commenti di Petro Poroshenko, che ha detto di "non essere molto ottimista", scaricando le colpe dei ritardi sulla Russia. Vladimir Putin, che la scorsa settimana aveva annullato un previsto incontro con Francois Hollande in Francia, ha fatto sapere tramite il suo portavoce Dmitri Peskov di essere convinto che l'unica strada percorribile sia comunque quella tracciata in Bielorussia ormai venti mesi fa e ha invitato Kiev a rispettare i patti. La Russia non si aspetta "alcuna svolta" dall'incontro, ha ribadito oggi il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

La realtà è che dalla firma della prima versione degli accordi di Minsk, nel settembre 2014, sono trascorsi più di due anni e nessuno degli attori in campo ha mostrato mai la piena volontà di rispettarli. (Segue)

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