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pubblicato il 15/feb/2016 20:18

Voto sul 'canguro' primo test unioni civili. Zanda: serve prudenza

Lega mantiene mole emendamenti. Pd: ora si vota, come decide aula

Voto sul 'canguro' primo test unioni civili. Zanda: serve prudenza

Roma, 15 feb. (askanews) - "Serve grandissima attenzione e prudenza, si tratta di lavorare per una posizione unitaria nel Pd ma anche di mantenere un rapporto solido con l'aula, cioè con gli altri gruppi, per una maggioranza che sia il più ampia possibile". E' tutta in queste parole la sintesi della lunga riunione in seno al Pd, durata oltre tre ore a Palazzo Madama, alla riceca di un punto di equilibrio possibile all'interno del partito e del gruppo tra la sua anima laica e cattolica, sulle unioni civili, sulle cui proposte di modifica martedì pomeriggio in aula si inizierà a votare.

La prima votazione sarà quella dell'oramai celeberrimo super-canguro, l'emendamento Marcucci capace di fare strage delle migliaia di emendamenti (oltre 6.100) presentati al ddl Cirinnà in primis dalla Lega Nord (circa 5 mila). E che ogni 'gentlement agreement' con il Carroccio per il taglio degli emendamenti sia oramai storia finita lo confermano ancora la parole di Zanda: "Se si vota il Marcucci? E' in calendario, non vedo come non si potrà non votare". Il punto è semmai un altro. Se cioè il voto sul super-canguro sarà unico, e a questo punto a scrutinio segreto (che Grasso potrà concedere in quanto concerne anche il tema delle adozioni, relativo all'art.29 della Costituzione sulla famiglia, quindi tema passibile di voto segreto), oppure spacchettato in più parti. Quelle relative alle unioni civili e matrimonio, da votare a scrutinio palese, in quanto lo stesso Grasso ha già sentenziato essere interenti non al tema famiglia, ma a quello dei diritti inviolabili dell'uomo (art.2 Costituzione); e quella sulla stepchild adoption, l'articolo 5 del ddl Cirinnà a voto segreto (legato all'art.29 della Costituzione).

La conseguenza più rilevante dello spacchettamento consiste nel fatto che la stepchild adoption potrebbe essere bocciata, e in tal caso lo stralcio sarebbe conseguenza inevitabile. Ma con lo spacchettamento l'inammissibilità e quindi la cancellazione degli emendamenti cattodem non sarebbe più certa, anche con un altro esito sull'articolo 5, a differenza di quanto accadrebbe nel caso del voto unico sul Marcucci, lasciando aperta la porta a molti voti insidiosi sul provvedimento in sè e contro il Pd più in generale.

La partita delle unioni civili infatti si gioca non solo sul tavolo dei suoi contenuti, nel merito delle questioni, ma anche su quello molto più insidioso dei trabocchetti incrociati da parte di altri gruppi.

"La seduta dell'aula è molto importante perchè influenzerà l'andamento dei lavori" sul ddl Cirinnà, ha sottolineato Zanda al termine delle riunione del pomeriggio. Essenziale per la prima questione all'attenzione dell'assemblea, l'emendamento Marcucci, sarà l'esito della trattativa in seno al Pd che proseguirà con una serie di incontri e contatti incrociati, e soprattutto con un nuovo vertice in vista della seduta d'aula di martedì pomeriggio. Non si esclude che si possa convocare anche un'assemblea del gruppo democratico al Senato.

A seconda degli accordi raggiunti si saprà se il super-canguro sarà votato con scrutinio segreto tutto insieme, a sancire la vittoria dell'ala laica del Pd, oppure spacchettato, come preme l'area cattolica, per lasciare in campo i propri emendamenti in tema di affido rafforzato al posto della stepchild adoption. "Anche in questo caso però - ha tenuto a sottolineare Zanda - sarà sempre l'aula a decidere se accettare o meno la proposta di spacchettamento".

Se il super-canguro dovesse essere approvato, lasciando libero il campo a un numero esiguo di emendamenti ammissibili residui - tra cui tutti quelli a firma Lumia che recepiscono le osservazioni della Consulta in tema di equiparazione unioni civili-matrimonio e che sanciscono il non automatismo delle adozioni, coinvolgendo nella decisione i Tribunali dei minori - allora i tempi per il primo via libera al ddl Cirinnà sarebbero veramente brevi, già entro giovedì prossimo, 18 febbario, per lasciare spazio subito dopo all'esame del dl milleproroghe, che va convertito entro il 28 febbraio.

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