mercoledì 07 dicembre | 15:31
pubblicato il 08/ott/2014 10:39

Voto di fiducia su Jobs Act, governo: "Si vota sull'articolo 18"

La precisazione di Palazzo Chigi: "Chi la vota dice sì a Renzi, al governo e al contenuto della delega sul lavoro"

Voto di fiducia su Jobs Act, governo: "Si vota sull'articolo 18"

Roma, 8 ott. (askanews) - Il voto di fiducia di oggi al Senato è sulla riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo hanno precisato fonti di palazzo Chigi, con riferimento ad alcuni articoli di stampa che hanno descritto il voto a palazzo Madama come un voto solo politico sul governo Renzi slegato dal merito della revisione dell'articolo 18. A palazzo Chigi, infatti, sottolineano come "contrariamente a quanto riportato oggi da notizie di stampa, come il voto di oggi sulla fiducia riguardi evidentemente l'articolo 18". E che questo "lo si è spiegato per mesi ovunque, persino nelle sedi di partito". Infatti "la delega attribuisce al governo il dovere di superare l'attuale sistema e il presidente del Consiglio ha indicato con chiarezza la direzione". E pertanto "chi vota la fiducia vota la fiducia al presidente del Consiglio e al governo che sostengono la necessità di riformare l'intero mercato del lavoro, come esplicitato dalla delega". La quale "essendo una delega non può che avere la portata definita dal testo normato". E' ripresa in aula al Senato la discussione generale sul ddl delega lavoro. Al termine del dibattito sul Jobs Act è attesa la richiesta di fiducia da parte del governo sul maxiemendamento al provvedimento che è approdato a Palazzo Madama senza grandi modifiche. Sono poche le novità contenute nel testo del maxiemendamento: non sono attese novità sulla contrattazione di secondo livello e sul tema della rappresentanza sindacale e per quanto riguarda l'articolo 18, il governo nella sua replica dovrebbe far riferimento alla proposta di Renzi votata dalla direzione Pd che prevede di mantenere il diritto di reintegro per gli ingiusti licenziamenti discriminatori e disciplinari nei casi gravi. I dettagli sulle modidifiche all'articolo 18 saranno però contenuti nei decreti delegati che il governo varerà dopo il via libera definitivo alla delega e quindi nel 2015. . Il nuovo testo dovrebbe invece recepire alcuni degli emendamenti presentati dalla minoranza Pd, come la richiesta di criteri più oggettivi per l'eventuale demansionamento dei lavoratori in caso di crisi aziendali, e dei controlli a distanza. La minoranza ha anche chiesto maggiori certezze sulle risorse per gli ammortizzatori sociali e che la riforma degli ammortizzatori sia contestuale alla semplificazione dei contratti per evitare che alla maggiore flessibilità dei licenziamenti non corrispondano maggiori tutele per chi rimane disoccupato. Dovrebbe essere accolta anche la richiesta di non aumentare il tetto di 5mila euro annui per il ricorso ai voucher. Fra le modifiche dovrebbe rientrare, inoltre, un rafforzamento del superamento della frammentazione delle diverse tipologie contrattuali. Int8

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