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pubblicato il 05/giu/2013 12:17

Violenza donne: Pdl presenta ddl che introduce reato femminicidio

Violenza donne: Pdl presenta ddl che introduce reato femminicidio

(ASCA) - Roma, 5 giu - Il Pdl ha depositato un disegno di legge che introduce nel nostro codice penale il reato di femminicidio come aggravante di ''una lunga serie di reati contro la persona, tale da creare sofferenze o danni fisici, morali, economici o tali da creare coercizione o privazione ndella liberta' della vita, sia pubblica che privata'' (art.613-bis).

Sottoscritto da tutte le senatrici azzurre, e con prima firma Alessandra Mussolini (''ma ci sono anche le firme dei senatori, solo dopo, per dare un segnale forte e significativo'') il provvedimento prevede un inasprimento delle pene previste per fattispecie che vanno dall'omicidio alla violenza sessuale alle percosse, al sequestro di persona, alla prostituzione e alla pornografia minorile e cosi' via, da un terzo fino alla meta' della pena prevista.

''Non abbiamo inteso introdurre un reato a se', che avrebbe contrastato con l'art.3 della Costituzione, ma configurato un'aggravante quando i reati contro la persona sono strutturati come violenza di genere, come del resto specificatamente richiesto e sollecitato dalla Convenzione di Istambul'' ha spiegato Mussolini nel corso di una conferenza stampa.

''Si tratta di pene oggettivamente pesanti, ma credo che all'ondata sconvolgente di violenza contro le donne debba venire una risposta forte a livello legislativo - ha osservato la senatrice Manuela Repetti - pur nella consapevolezza e convinzione che da sola questa risposta non basta, ma va accompagnata da mutamenti importanti a livello culturale, a partire dall'immagine della donna sui mezzi di comunicazione, il cui impatto e' fortissimo''.

''Stiamo parlando di una vera e propria mattanza - ha aggiunto la senatrice Cinzia Bonfrisco -, statisticamente viene uccisa una donna ogni due giorni. C'e' una drammatica carenza di attenzione, una sottovalutazione da parte dell'amministrazione giudiziaria e una mancanza nell'applicazione delle norme gia' previste nel nostro ordinamento. E' per questo che tutti i capigruppo hanno chiesto al presidente del Senato, Grasso l'istituzione di una commissione di inchiesta per far piena luce su tutti i risvolti di questi fenomeni''.

Per la senatrice Elisabetta Alberti Casellati ''questo ddl e' un monito forte che corrisponde a un 'basta' e fa da corollario alla Convenzione di Istambul. Preoccupante e' poi il fatto che l'87% delle donne uccise avessero gia' subito violenze e chiesto l'aiuto precedentemente, ma senza trovare ascolto, come pure il fatto che un'alta percentuale delle donne vittime di femminicidio non sono donne reiette, ma al contrario professionalmente affermate, colte e inserite pienamente nella vita sociale. Quasi che il femminicidio sia il prodotto negativo dell'emancipazione femminisle. Una legge allora da sola non basta, serve un'azione articolata e vasta, che comprenda pero' anche una decisa azione di potenziamento dei centri di ascolto a livello territoriale''.

njb

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