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pubblicato il 09/apr/2016 12:19

Vespa: Riina? Biagi intervistò Sindona e Liggio ma nessuno obiettò

"In discussione parametri base giornalismo"

Vespa: Riina? Biagi intervistò Sindona e Liggio ma nessuno obiettò

Roma, 9 apr. (askanews) - "Se Adolf Hitler risalisse per un giorno dall'inferno e mi offrisse di intervistarlo, temo che dovrei rifiutare. Vedo, infatti, che dopo il 'caso Riina' vengono messi in discussione i parametri di base del giornalismo". Lo ha scritto, in una lettera al "Corriere della Sera", Bruno Vespa in merito alle polemiche suscitate dalla sua intervista nel corso del programma Porta a porta su Rai1 al figlio del boss mafioso, Totò Riina.

"Aveva ragione nel gennaio del '91 il governo Andreotti a voler bloccare (senza riuscirci) la mia intervista a Saddam Hussein alla immediata vigilia della prima Guerra del Golfo perché il dittatore iracheno era un nostro nemico? Chi ha intervistato per la Rai il dittatore libico Gheddafi o quello siriano Assad avrebbe dovuto puntare sui crimini commessi da entrambi invece di focalizzare il colloquio sulla loro politica estera?", si interroga ancora Vespa. E continua: "Ho rivisto i precedenti. Guardate su Internet l'attacco dell'intervista del 1982 di Enzo Biagi a Michele Sindona. Prima di entrare nel merito ci fu una piacevole introduzione sui pasti del detenuto e sulla qualità delle sue letture. L'avvocato Ambrosoli era stato ucciso tre anni prima. La commissione Antimafia, che già esisteva, non batté ciglio. Lo stesso Biagi intervistò liberamente Luciano Liggio, il maestro di Totò Riina, il capo dei capi dei primi anni Sessanta".

Il giornalista ha quindi sottolineato che dopo aver letto il libro di Riina jr, ha "informato quell'eccellente professionista che è il nuovo direttore di Raiuno che avremmo potuto mostrare per la prima volta il ritratto della più importante famiglia mafiosa della storia italiana vista dall' interno. Decidemmo allora di far seguire all'intervista un dibattito con parenti delle vittime di Riina e con dirigenti di associazioni che coraggiosamente si battono contro la mafia. Così è avvenuto".

"In coscienza - ha concluso Vespa - credo di aver mosso al giovane Riina le obiezioni di una persona di buon senso. In ogni caso il tema è chi si può intgervistare nella Rai di oggi".

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