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pubblicato il 09/set/2015 20:44

Vespa nella bufera per Casamonica a Porta a Porta: "lo rifarei"

Pd M5s Lega e Marino in coro: inaccettabile. Ap e centrodestra con lui

Vespa nella bufera per Casamonica a Porta a Porta: "lo rifarei"

Roma, 9 set. (askanews) - Pd, sinistre, M5s, Lega per una volta sono con il sindaco di Roma Ignazio Marino all'attacco di Porta a Porta e del suo conduttore Bruno Vespa, che ieri sera ha ospitato alcuni esponenti della famiglia Casamonica per discutere dello sfarzo con cui si è celebrato lo scorso 20 agosto nella capitale il funerale in stile 'padrino' di Vittorio Casamonica. "La partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave. Oltre che paradossale", ha detto il primo cittadino della Capitale. La replica di Vespa non si è fatta attendere, che ha lasciato chiaramente intendere di non avere alcun pentimento di sorta sulla scelta degli ospiti della sua trasmissione. "Io lavoro al servizio pubblico da quando sono nato professionalmente - ha ricordato l'ex direttore del Tg1 - e credo che il servizio pubblico debba trattare di tutto. Lasciateci fare il nostro mestiere".

Ma la bufera si è ormai scatenata. "Una delle pagine più vergognose" per la Rai, un "oltraggio", è "sconcertante". La politica va all'attacco di Vespa e della Rai e contro il giornalista e i vertici (nuovi) di viale Mazzini si scagliano Pd, Sel e M5s, ma anche Codacons e Usigrai. Da tutti è arrivata una richiesta di "chiarimenti" a viale Mazzini. "Presenterò una interrogazione ai vertici della Rai per chiedere immediati chiarimenti", ha annunciato il presidente della commissione parlmentare di Vigilanza, Roberto Fico.

"Ieri sera - ha sottolineato con forza Marino - più di un milione di spettatori hanno assistito sostanzialmente a un replay dei funerali spettacolari e mafiosi già finiti sui giornali. Se l'indecorosa messa in scena a piazza Don Bosco aveva trovato i responsabili dell'ordine pubblico impreparati e sorpresi, per un difetto di informazione, questa volta la 'rappresentazione' è stata studiata a tavolino. E dunque è senza scusanti". Per Marino "tutto ciò non è accettabile in un servizio pubblico, specie in considerazione della gravità del rischio mafioso che pesa sulla città e delle minacce che subiscono quanti a Roma sono impegnati in prima persona contro le mafie".

Vespa, dal canto suo, ha citato "Biagi che ha intervistato Sindona o Buscetta, ed erano mascalzoni di caratura ben maggiore" di Vera e Vittorino Casamonica (figlia e nipote di Vittorio), ospiti della tv ieri sera, o "Santoro che intervista Ciancimino, noto galantuomo. Nessuno si è lamentato", ha sottolineato Vespa aggiungendo: "Lasciateci fare il nostro mestiere". Insomma, ha domandato retorico, "Biagi non ha legittimato Sindona, e io ho legittimato i Casamonica?". Per Vespa "il problema è come le questioni vengono trattate" e "non si risolve spegnendo le telecamere ma andando a prendere, come forse tardivamente si è fatto, i criminali e restituire dignità a questa città, che non l'ha persa per Porta a Porta".

Duro l'assessore alla Legalità del comune di Roma, Alfonso Sabella. "Dietro Vera e Vittorino - ha detto - c'è tutto un clan che ha preso il controllo del territorio della Capitale, spegnere i riflettori su questa pagina nera della storia romana sarebbe stato meglio". Sabella ha sottolineato che nella puntata di ieri sera "mancavano le vittime", e "il messaggio che è passato è il folklore, tutto è stato folklorizzato, e questo aspetto patinato della mafia è quanto di più pericoloso abbiamo". "La lotta alla mafia - ha sottolineato - è di tutti i cittadini, di tutte le forze sane. E' finito il momento delle polemiche, ora lavoriamo tutti nella stessa direzione per togliere la mafia da questo territorio".

Il commissario del Pd romano, e presidente del partito Matteo Orfini ha chiesto che "Porta a Porta e Rai1 riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave che nulla c'entra con il servizio pubblico".

"La puntata di Porta a Porta sui Casamonica lascia sconcertati - dice il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione parlamentare di Vigilanza - e configura una potenziale violazione del contratto di servizio della Rai. I nuovi consiglieri di amministrazione, che hanno anche conoscenze dirette della deontologia giornalistica a partire dalla presidente, si esprimano subito".

Linea dura anche da Nicola Fratoianni di Sel: "Se questo è il nuovo corso della tv pubblica... La presidente Maggioni dovrebbe intervenire. Di certo porterò la questione in commissione parlamentare di Vigilanza".

Altrettanto critici i grillini: "Ospitare i Casamonica nel salotto di Bruno Vespa è un messaggio diseducativo e va contro la mission del servizio pubblico. La Rai intervenga, spiegando alla commissione di Vigilanza Rai perché è stato fatto l'ennesimo elogio di un clan criminale". Sul blog di Beppe Grillo, poi, si parla di "oltraggio agli italiani" e si definisce la Rai "servizio pubblico paramafioso. Fuori i partiti e la mafia dalla Rai". E Roberto Calderoli tuona: "gravissimo, Vespa e i vertici Rai chiedano scusa, chi nè responsabile si dimetta".

Una delle voci in difesa di Vespa è quella di Fabrizio Cicchitto, Ncd: "Francamente sono esterrefatto di fronte agli attacchi rivolti a Vespa per aver intervistato due esponenti della famiglia Casamonica. Credevo infatti che l'attività giornalistica fosse quella di far conoscere le molteplici facce della realtà e i protagonisti di essa, anche quelli più negativi e repellenti". E dal partito di Alfano, con in testa i capigruppo Schifani e Lupi è un coro a difesa del padrone di casa di Porta a Porta. Tornando in questo alleati con i dirigenti Fi: "il Pd lo attacca senza motivo per imbarazzo", è la sua difesa di Giovanni Toti. "Attacchio pretestuosi, no al pensiero unico in Rai", si associa Daniela Santanchè.

Ma il dibattito entra direttamente anche dentro viale Mazzini.L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti, si rivolge alla dirigenza Rai: "Chiediamo ai nuovi vertici quale Rai servizio pubblico vogliano? Quali messaggi il servizio pubblico deve dare ai cittadini? Qui la questione non è censurare, ma scegliere quale Paese raccontare e come".

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