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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Verso scioglimento Camere prima di Natale, Colle studia date

Voto a febbraio non richiede dimissioni anticipate Napolitano

Roma, 11 dic. (askanews) - L'accelerazione della crisi di governo, con l'annuncio delle dimissioni del premier Mario Monti subito dopo l'approvazione della legge di bilancio, ha ridotto i tempi per la chiusura della legislatura e dunque anche per l'esame dei provvedimenti ancora all'esame delle due Camere. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, per fare un punto sullo stato dei lavori parlamentari e per valutare la possibilità di uno scioglimento delle Camere prima di Natale. Prima ovviamente dovrà esserci il via libera alla legge di stabilità sulla quale però le forze di maggioranza hanno garantito il loro impegno. A quel punto il premier salirà al Colle per dimettersi. E non a caso, forse, Monti ha fissato proprio il 21 dicembre la conferenza di fine anno, come ultimo atto da presidente del Consiglio. Quanto alle leggi in cantiere, Giarda dopo aver visto il Capo dello Stato ha incontrato i capigruppo di Camera e Senato che domani si riuniranno per aggiornare il calendario dei lavori. Oltre alla legge di stabilità dovrebbero essere approvati anche il decreto Ilva e l'attuazione del principio del pareggio di bilancio in Costituzione. Più complicato sembra il percorso del secondo decreto sviluppo. "Garantiamo una decorosa organizzazione dei lavori parlamentari", ha detto Maurizio Gasparri ma "chiediamo modifiche sul ddl stabilità in particolare sugli organici delle forze di polizia". Il nuovo scenario determinato dall'accelerazione dei tempi fa poi venire meno le ragioni su cui si basava l'ipotesi di dimissioni anticipate di Napolitano. In caso di urne a marzo il Presidente aveva infatti ritenuto opportuno lasciare qualche settimana prima della scadenza del suo mandato (il 15 maggio) dal momento che la legge prevede che un mese prima di questa scadenza le Camere si riuniscano in seduta comune per eleggere il successore ossia il 15 aprile. Il susseguirsi di scadenze istituzionali avrebbe evidentemente creato un ingorgo per cui le consultazioni per il nuovo governo sarebbero coincise con la fine del suo mandato. Ma ora calendario alla mano, se si voterà il 17 o il 24 febbraio, queste le date indicate dal ministro Cancellieri per l'election day di politiche e regionali in Molise e Lombardia, le Camere saranno insediate al massimo a metà marzo, ossia venti giorni dopo il voto, e il Capo dello Stato avrà ancora un mese intero prima di concludere il settennato e avrà perciò tutto il tempo per svolgere le consultazioni e dare l'incarico al nuovo governo.

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