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pubblicato il 05/nov/2012 19:27

Vaticano/ Informatico a processo:Incastrato da denuncia anonima

Avvocato del co-imputato: Con maggiordomo non "grande" amicizia

Vaticano/ Informatico a processo:Incastrato da denuncia anonima

Città del Vaticano, 5 nov. (askanews) - Ritiene di essere stato incastrato da una "informativa anonima" concepita nella segreteria di Stato. Prende le distanze dal maggiordomo del Papa. E sottolinea la sua "dedizione" alla Santa Sede. Claudio Sciarpelletti, tecnico informatico del Vaticano, il secondo - e ultimo - imputato del caso 'Vatileaks', si è espresso così, per bocca del suo avvocato, nel processo aperto oggi nel tribunale vaticano. E' accusato di favoreggiamento nei confronti di Paolo Gabriele nell'ambito della vicenda del furto di documenti riservati del Papa. Ma la sua difesa sostiene che va prosciolto perché non ha intralciato le indagini come sostiene l'accusa. Dopo la mattinata di oggi, dedicata all'esame delle eccezioni presentate dall'avvocato Gianluca Benedetti, il processo proseguirà - e forse si concluderà - sabato prossimo, dopo le testimonianze di cinque testi tra i quali lo stesso Paolo Gabriele. Sciarpelletti, cittadino italiano, era stato arrestato in Vaticano per una notte il 25 maggio, due giorni dopo l'arresto dell'ex assistente di Camera del Pontefice. La notizia non è però trapelata sino al momento del rinvio a giudizio dei due indagati, lo scorso 13 agosto. Il suo caso è stato stralciato e separato da quello del maggiordomo il 29 settembre alla prima udienza, per essere ripreso oggi dopo la conclusione del sinodo sulla 'nuova evangelizzazione'. L'informatico era stato trovato in possesso di una busta con alcuni documenti sensibili, ossia - ha precisato durante il primo processo il suo legale - una "corrispondenza mail" e un "libello inqualificabile". La requisitoria del 'promotore di giustizia' (pm) Nicola Picardi ha rivelato che si tratta di "una relazione dal titolo 'Napoleone in Vaticano' riprodotta da Gianluigi Nuzzi nel volume 'Sua Santità'". Il capitolo del libro di Nuzzi racconta di una misteriosa vicenda relativa ad un'auto dei gendarmi vaticani crivellata di colpi di arma da fuoco in territorio italiano, si focalizza sulla figura del comandante della gendarmeria, Domenico Giani, e si conclude con una ricostruzione che solleva la questione del "conflitto di interessi" in cui incorrerebbe, per le sue attività in Italia, un gendarme, Gianluca Gauzzi Broccoletti. (segue)

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