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pubblicato il 08/ott/2013 16:59

Vajont: Grasso, strage evitabile. Lo Stato deve scusarsi e riparare

Vajont: Grasso, strage evitabile. Lo Stato deve scusarsi e riparare

(ASCA) - Roma, 8 ott - ''Di fronte alla vita spezzata, al deserto di persone, paesi, territori che quel giorno furono schiacciati dal silenzio quasi surreale della devastazione, lo Stato deve inchinarsi. Eppure non basta: lo Stato deve anche scusarsi. Ma ancora una volta non e' sufficiente: lo Stato deve innanzitutto riparare''. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo alla commemorazione per la ricorrenza dei cinquant'anni dal disastro del Vajont.

''La popolazione colpita - ha sottolineato Grasso - ha subito non solo un danno irreparabile, la perdita di vite umane e di speranze, ma anche una vera e propria ingiustizia, fatta di negazioni, opacita', tentennamenti e lentezze nel riconoscere i responsabili di quanto e' accaduto''.

''Nulla bastera' per rimediare all'onda di morte che travolse una terra salda e fiera della propria storia e del proprio lavoro'' ha aggiunto Grasso che domani si rechera' a Longarone e negli altri paesi distrutti nella valle del Vajont proprio per portare ''le scuse dello Stato'', ''ma almeno lo Stato capace di scusarsi e riparare potra' 'dare giustizia' a quanti, bambini, donne, uomini, hanno subi'to l'abuso e il tradimento da parte di tanti, che avrebbero potuto e dovuto evitare la tragedia e non lo hanno fatto.

Avrebbero potuto e dovuto denunciare le responsabilita' e sono invece fuggiti di fronte alla storia''. ''Allora come oggi, i sopravvissuti non debbono essere lasciati soli - ha rimarcato la seconda carica dello Stato -.

Va resa loro giustizia, che significa riconoscimento della verita', imputazione delle responsabilita', risarcimento materiale e morale per quanti hanno subi'to, per interesse, la negazione della realta', l'irresponsabilita', la falsita'''.

Il Vajont fu, pero', ha ricorato ancora Grasso ''una strage che si poteva e si doveva evitare. Non e' stata evitata perche' sulla moralita', sul valore della vita, sulla legalita', e' prevalsa la logica senza cuore degli ''affari sono affari''. Noi tutti abbiamo quindi il dovere di dare conto di scelte irresponsabili, e lo Stato, come e' stato scritto oggi in un quotidiano nazionale, ha finalmente chiesto perdono, seppure ''con mezzo secolo di ritardo''''.

Allo stesso modo, insieme alle istituzioni, anche ''la politica, i cittadini hanno il dovere della memoria. Memoria significa non solo ricordo, ma anche consapevolezza e coscienza dei valori della giustizia che sono a fondamento di ogni relazione umana. Ci sono momenti nella storia del nostro Paese in cui raccontare, se necessario urlare la verita', e' un dovere inderogabile''. ''L'economia e il lavoro - questo il monito di Grasso - non possono essere barattati con rischi o lesioni della salute dei cittadini. Il lavoro non e' un bene contrapposto all'ambiente. Il lavoro si fonda sul rispetto, la tutela, la garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo. Ricordare il disastro del Vajont significa accettare la dura lezione che la logica delle convenienze, degli interessi, delle soluzioni facili, presto o tardi si infrange contro il volto delle persone vere''.

njb

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