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pubblicato il 27/giu/2013 13:44

Ustica: maresciallo Aeronautica, il Mig libico cadde la stessa notte

Ustica: maresciallo Aeronautica, il Mig libico cadde la stessa notte

(ASCA) - Roma, 27 giu - A 33 anni dalla strage di Ustica, un maresciallo dell'Aeronautica, Giulio Linguante, conferma quello che da sempre si era sospettato. Il Mig libico ritrovato sulla Sila il 18 luglio era caduto molto prima, la stessa sera del DC9 dell'Itavia, il 27 giugno 1980. ''Quando sara', io me ne voglio andare con la coscienza a posto. Perche' se lassu' incontrero' anche uno solo di quegli ottantuno poveretti che stavano sull'aereo, non voglio che mi sputi in faccia'', ha detto Linguante, che oggi ha 76 anni, intervistato da Andrea Purgatori per Huffington Post. Il maresciallo nel 1980 era in forza al reparto del Sios Aeronautica nell'aeroporto di Bari. ''Arrivai sulla Sila la notte del 18 luglio, insieme a un altro sottufficiale di Bari. E' caduto un aereo libico e a Roma vogliono sapere, ci dissero. Era tardi, andammo a dormire in una caserma dei carabinieri. La mattina dopo, mentre preparavo la macchina per raggiungere Castelsilano, arrivo' un appuntato che aveva appena partecipato alla sepoltura del pilota del Mig23. Era stravolto, ci mancava poco che vomitasse. Puzza che non ci si puo' stare vicino, diceva. Strano, pensai. Io ne ho visti di morti. E anche se fa caldo, dopo appena un giorno nessun cadavere e' ridotto a quel modo''.

Il Mig23 si era schiantato contro un costone di roccia a strapiombo su una pietraia. Per raggiungerlo, il maresciallo cammino' per chilometri in mezzo a un bosco. ''Da lontano pareva un camion ribaltato, con le ruote in aria. Era grosso e praticamente intatto. Tanto che quando dopo un mese lo portarono via, dovettero spezzare le ali. Altra cosa strana, perche' un caccia che va dritto per dritto contro un muro di roccia normalmente finisce in pezzi. Poi vidi dei buchi sulla coda, fori di cannoncino. Capii subito che di quella faccenda dei fori era meglio non parlare''.

Intorno alla carcassa del Mig23, ricorda ancora Linguante, ''c'erano rottami sparsi ovunque. Anche se appena arrivammo la cloche era gia' sparita, e chissa' chi e quando se l'era portata via''. Sul posto, secondo Linguante, arrivo' anche Duane ''Dewey'' Clarridge, capo della Cia a Roma. ''L'ho portato io a vedere l'aereo. E' rimasto un paio d'ore. Gli avevo organizzato anche un panino e una bottiglia d'acqua. Ha solo bevuto, il panino me lo sono mangiato io alla sua salute''.

''Dopo un mese passato in quel posto, mi fu chiaro che quell'aereo non era caduto il giorno in cui avevano detto di averlo ritrovato'', aggiunge il maresciallo. ''Era caduto molto prima, la stessa sera della strage di Ustica, era stato colpito e tutto quello che vedevo davanti ai miei occhi era solo una messinscena. Io sono fiero di avere servito l'Aeronautica, ma mi vergogno delle bugie che sono state dette da alcuni miei superiori. Ho una coscienza e me la devo tenere pulita fino alla fine. Per me e per i miei figli.

Costi quel che costi''. uda/

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