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pubblicato il 23/lug/2013 19:12

Universita': Regioni, ritirare da 'Dl Fare' emendamento diritto studio

Universita': Regioni, ritirare da 'Dl Fare' emendamento diritto studio

(ASCA) - Roma, 23 lug - ''E' da ritirare l'emendamento sul diritto allo studio universitario approvato dalla Camera dei Deputati all'interno del decreto del fare''.

Lo scrive in una nota Stella Targetti, coordinatrice della Commissione istruzione, lavoro e ricerca della Conferenza delle Regioni, spiegando una posizione condivisa dagli assessori regionali al diritto allo studio universitario, per i quali ''il diritto alla studio non puo' ridursi a un bancomat''.

''Il problema - afferma Targetti - sara' sicuramente posto all'attenzione della Conferenza delle Regioni, in quanto le nuove norme introdotte indeboliscono il sistema del diritto allo studio universitario oltre ad invadere la competenza esclusiva delle Regioni in materia. Infatti - prosegue l'assessore - il possibile sdoppiamento di competenze comportera' solo confusione tra due distinti sistemi di diritto allo studio, quello 'ministeriale' e l'altro 'regionale'. Si crea cosi' anche un doppio canale di finanziamento del diritto allo studio, illudendo che ci siano piu' risorse quando in realta' ce ne sarebbero meno''.

''Questo articolo - spiega la Targetti - prevede l'istituzione di un 'Programma nazionale di sostegno allo studio degli studenti capaci e meritevoli', in pratica si propone un nuovo canale di finanziamento del diritto allo studio che si aggiungerebbe a quello gia' esistente e che presenta forti criticita' sia dal punto di vista normativo che finanziario''.

Secondo la rappresentante degli assessori regionali all'Istruzione, infatti, ''il nuovo canale di diritto allo studio abbozzato nel 'decreto del fare' viene, invece, finanziato con una quota del Fondo di finanziamento ordinario spettante alle universita' per una cifra pari a 274 milioni di euro''. Cosi', prosegue Targetti ''si ottiene un doppio effetto negativo: da una parte si toglie alle universita' una parte dell'Ffo appena e faticosamente riconquistato, dall'altra si sancisce la deresponsabilizzazione finanziaria dello Stato in materia di Dsu''.

All'opposto Targetti conclude che ''il diritto allo studio non puo' ridursi ad un bancomat, cioe' alla sola erogazione monetaria delle borse di studio, ma si tratta di un sistema di servizi ed investimenti (alloggi, mense, strutture dedicate) che le Regioni portano avanti da anni, anche con fondi propri, per garantire che il diritto allo studio sia un effettivo diritto di cittadinanza per tutti gli studenti''.

com-stt/mau

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