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pubblicato il 22/nov/2011 13:58

Unità Italia/ Napolitano: Dopo 150 anni, prevalga responsabilità

Prefazione al libro 'Una e indivisibile':Paese ha radici profonde

Unità Italia/ Napolitano: Dopo 150 anni, prevalga responsabilità

Roma, 22 nov. (askanews) - La celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia non è un "fuoco fortuito" o "un'accensione passeggera che già sta per spegnersi", nè una "parentesi che forse si è già chiusa". Niente di tutto questo. Per Giorgio Napolitano "si è trattato di un risveglio di coscienza unitaria e nazionale, le cui tracce restano e i cui frutti sono ancora largamente da cogliere". Il presidente della Repubblica ne parla in questi termini nella prefazione al libro 'Una e indivisibile', raccolta dei suoi discorsi pronunciati nelle visite alle città italiane in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia. Il libro, edito da Rizzoli, esce in libreria domani e verrà presentato il primo dicembre nell'aula magna dell'università 'La Sapienza' di Roma. "Non ci porti fuori strada l'impressione che appena dopo aver finito di celebrare il Centocinquantenario in un clima festoso e riflessivo, aperto e solidale, si sia ritornati alle abituali contrapposizioni, alle incomunicabilità, alle estreme partigianeria della politica quotidiana". Napolitano elabora questa riflessione nella prefazione al libro scritta un mese fa, ben prima della nascita del governo Monti. "Quel lievito di nuova consapevolezza e responsabilità condivisa che ha fatto crescere le celebrazioni del Centocinquantenario - è l'auspicio del capo dello Stato - continuerà a operare sotto la superficie delle chiusure e rissosità distruttive e non favorirà i seminatori di divisione, gli avversari di quel cambiamento di cui l'Italia e gli italiani hanno bisogno per superare le ardue prove di oggi e di domani". Nella prefazione, Napolitano sottolinea la sorpresa per "l'eccezionale diffusione e varietà" delle iniziative per il 150esimo dell'unità. "Ce lo aspettavamo? In questa misura e in questi toni, no". E' stata una "lezione secca per gli scettici, e ancor più per coloro che prevedevano un esito meschino o un fallimento dell'appello a celebrare i centocinquant'anni dell'unificazione nazionale". Soprattutto però, rimarca Napolitano, le celebrazioni di quest'anno particolare sono state la "conferma della profondità delle radici del nostro stare insieme come Italia unita. Si può davvero dire che le parole scolpite nella Costituzione, 'la Repubblica, una e indivisibile', hanno trovato un riscontro autentico nell'animo di milioni di italiani in ogni parte del paese". Anche se, riconosce il presidente della Repubblica, questo "ampio successo" delle celebrazioni va "messo in relazione col bisogno oggi diffuso nei più diversi strati sociali di ritrovare - in una fase difficile carica di incognite e di sfide per il nostro Paese - motivi di dignità e di orgoglio nazionale, reagendo a rischi di mortificazione e arretramento dell'Italia nel contesto europeo e mondiale".

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