martedì 24 gennaio | 23:06
pubblicato il 15/mar/2011 13:34

Unità d'Italia/ Padania all'attacco:Loro festeggiano,il Nord paga

Pd: Lega indegna delle istituzioni che occupa, fa pagliacciate

Unità d'Italia/ Padania all'attacco:Loro festeggiano,il Nord paga

Roma, 15 mar. (askanews) - Attacco della Padania alle celebrazioni per i 150 dell'Unità d'Italia: "Il Nord paga più di tutta Europa, il resto d'Italia festeggia", è il titolo di prima pagina dell'edizione di oggi accompagnato da un articolo del vicegovernatore leghista della Lombardia Andrea Gibelli che questa mattina ha disertato il momento dell'intonazione dell'Inno di Mameli prima del Consiglio regionale. "Una pagliacciata", bolla il tutto il Pd. Il quotidiano del Carroccio dedica le pagine 2 e 3 al tema denunciando: "Loro festeggiano...e noi paghiamo" in un articolo in cui viene riproposto uno storico manifesto leghista che recitava "Paga e taci, somaro lombardo, per te è già pronta l'accusa di razzismo" e l'interrogativo: "Ma che cosa ci sarà da festeggiare in Lombardia?". "Chi non riconosce lo Stato che governa - afferma in una nota Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati del Pd - dovrebbe trarne le conseguenze. Non si può essere ministri, governatori, sindaci, assessori, consiglieri di un esecutivo nazionale, di una regione, di una provincia e di una città se non si approva l'ordinamento dal quale queste articolazioni discendono. E così oggi, dal titolo della Padania al comportamento dei consiglieri della Lega durante l'esecuzione dell'Inno di Mameli in apertura dei lavori del consiglio regionale lombardo, il partito di Bossi ha dimostrato di essere indegno delle istituzioni che occupa". "I leghisti eletti in Lombardia che oggi hanno preferito uscire dall'aula del consiglio del Pirellone (soltanto il presidente del Consiglio regionale Davide Boni, che tuttavia vestiva cravatta e fazzoletto verde, ha seguito l'esecuzione dell'Inno a braccia conserte e a testa bassa) - sottolinea Maran - dovrebbero mettersi d'accordo con loro stessi e ricordare che il federalismo, il regionalismo non sono un altro stato, ma tecniche di governo per avvicinare le istituzioni ai cittadini". "Così - conclude Maran - mentre il Presidente della Repubblica ci ricorda che nella nostra Costituzione coesistono autonomia e indivisibilità assistiamo, ancora una volta a una pagliacciata sempre e soltanto in nome della visibilità e, magari, di qualche voto in più alle prossime amministrative".

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