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pubblicato il 26/mar/2015 19:37

Unioni civili, sì Pd al Senato ma divisioni interne rimangono

Il testo passa in commissione con voti M5S, più Mussini e Buemi

Unioni civili, sì Pd al Senato ma divisioni interne rimangono

Roma, 26 mar. (askanews) - La commissione Giustizia del Senato ha approvato il testo base sulle unioni civili e lo ha fatto grazie ai voti del Pd e di M5S, ai quali si sono aggiunti Maria Mussini, ex grillina, e Enrico Buemi, Psi. Il voto però non cancella - pur basato su un testo firmato dalla relatrice Pd Monica Cirinnà - le divisioni all'interno del Partito democratico.

Il testo introduce le unioni civili fra persone dello stesso sesso, rimanendo precluse le adozioni, con l'unica eccezione della possibilità di adottare il figlio del/la partner. I matrimoni stipulati all'estero, così come i matrimoni nei quali un coniuge abbia cambiato sesso, potranno essere riconosciuti come unioni civili. Il testo riconosce poi alle convivenze di fatto che non intendano accedere ad un istituto giuridico, eterosessuali od omosessuali che siano, alcuni diritti di base come il subentro nel contratto d'affitto, l'assistenza in ospedale, il mantenimento temporaneo dell'ex partner in difficoltà e la possibilità di regolare i rapporti patrimoniali attraverso contratti di convivenza di fronte a un notaio.

I voti a favore del testo, nel particolare, sono stati 14 (Pd, M5S, Psi, exM5S, Misto), 8 quelli contrari (FI, Lega Nord e Ncd), mentre si è astenuto il senatore di Forza Italia Ciro Falanga. Ma nonostante il voto favorevole il Partito democratico è rimasto diviso su alcune questioni, in particolare su tre temi: la possibilità di adottare il figlio del partner nelle coppie dello stesso sesso, i rimandi - nel ddl - alle leggi sul matrimio e le norme in tema di coppie di fatto.

Per Cirinnà che ha parlato di "un grande risultato per diritti in Italia" c'è il senatore Stefano Lepri, sempre Pd, che ha chiarito: "I senatori del Partito democratico concordano sull'esigenza di riconoscere un nuovo negozio giuridico alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, distinto dal matrimonio e ispirato al modello tedesco; il testo contiene però tre grandi questioni ancora aperte, che approfondiremo nei prossimi giorni e nel corso dell'iter in commissione".

Il capogruppo democratico al Senato, Luigi Zanda non ha avuto dubbi, "il testo è un buon punto di partenza che sarà molto utile in vista del prossimo dibattito parlamentare".

"Da liberale - ha detto il viceministro della Giustizia Enrico Costa, Ncd - auspico che si trovi una sintesi nella maggioranza sul tema delle unioni civili, considerato che sul tema occorre legiferare e che ogni individuo deve trovare nell'ordinamento gli strumenti attraverso i quali esprimere, anziché comprimere, la propria personalità".

Il capogruppo di Area popolare al Senato, Renato Schifani, si è augurato che il voto "sia soltanto l'inizio di un percorso che possa portare a correzioni o modifiche nel corso del successivo iter parlamentare. Abbiamo sempre condiviso - ha detto - l'esigenza di regolamentare e disciplinare, attraverso un aggiornamento delle norme contenute nel Codice civile, i rapporti affettivi tra persone dello stesso sesso. Ciò però - ha aggiunto Schifani - non può avvenire in aperto contrasto con il dettato costituzionale che, come recita l'articolo 29, dispone che 'la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio'. Questo comporta che non è immaginabile un'estensione dei diritti e dei doveri delle coppie eterosessuali a quelle omosessuali, tra i quali in particolare le adozioni. Siamo disponibili, perciò, a confrontarci purchè si tratti di un dialogo non ideologizzato o ispirato da volontà di scontro o rivalsa".

Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, FI, va giù duro e ha definito il testo Cirinnà "contrario alla Costituzione" perché "un matrimonio tra omosessuali non può esistere nel nostro ordinamento" perchè "si apre, poi, la strada alle adozioni e di conseguenza agli uteri in affitto".

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