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pubblicato il 29/feb/2016 16:30

Unioni civili alla Camera, ma battaglia ora è sulle adozioni

Ncd avverte:non sia scorciatoia per stepchild. Mercoledì a Montecitorio assemblea dei deputati Pd

Unioni civili alla Camera, ma battaglia ora è sulle adozioni

Roma, 29 feb. (askanews) - Il ddl sulle unioni civili, approvato giovedì scorso con la questione di fiducia al Senato, approda alla Camera per un iter che, nelle intenzioni del Pd, si annuncia serrato e rapido. Il testo è stato assegnato alla commissione Giustizia presieduta da Donatella Ferranti che dovrebbe esserne la relatrice. Mercoledì verranno stabiliti con un ufficio di presidenza i tempi in Commissione ma i dem puntano all'approvazione definitiva in aula ad aprile al massimo.

Il ddl Cirinnà infatti viene considerato in ambienti parlamentari Pd una questione chiusa, blindata. Incassata a Palazzo Madama, dopo un accordo tra Pd e Ncd che ha portato allo stralcio della stepchild adoption, quella che oggi il premier Matteo Renzi ha ammesso essere una legge "non perfetta", con "dei limiti" ma che "segna oggettivamente un grande passo in avanti per i diritti dei cittadini omosessuali e quindi per i diritti degli italiani", la battaglia si sposta sul tema delle adozioni. Una riforma del sistema "che riguarderà tutti", non solo i gay, come promesso ieri dal vicesegretario Pd Debora Serracchiani, è all'ordine dell'assemblea del gruppo Pd convocata mercoledì sera alle 20.30 con all'ordine del giorno proprio "una discussione preliminare" sul tema. Assemblea alla quale per ora non è previsto partecipi il premier e segretario Matteo Renzi. Nei giorni successivi i dem presenteranno una proposta di legge a prima firma del capogruppo Ettore Rosato che però non sarà un testo chiuso.

"Si tratta - spiega Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia a Montecitorio - di riformare una legge, la numero 184 del 4 maggio 1983, che esiste da 30 anni e che deve riguardare le adozioni internazionali ma anche la stepchild adoption, ovvero il tema dei minori che già vivono nelle famiglie omosessuali: si tratta di circa 600 bambini che attendono. Dobbiamo distinguere la vicenda della maternità surrogata che tutti vogliamo scoraggiare e mettere al centro i minori. Basta con i toni da stadio, con gli estremismi, con gli integralismi". E' per questo che quella di mercoledì al gruppo dem sarà solo una discussione preliminare. "Ci sono già - ricorda Verini - tante proposte di riforma della legge sulle adozioni depositate in questa legislatura e in quella precedente: lo spirito con cui vogliamo gestire le cose è quello di raccogliere gli elementi che uniscono". E' un messaggio innanzitutto agli alleati di Ncd: "Se si comincia dai punti di accordo, lasciando per ultime le altre questioni - ragiona Verini - sono convinto che le soluzioni si possono trovare". Ad esempio, il problema delle adozioni per i single, sollevato dal ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, in una intervista a Repubblica, è molto probabile che non sarà nel testo base presentato da Rosato ma per i dem l'adozione ai single - anche omosessuali - resta un modo anche per scoraggiare la pratica dell'utero in affitto.

I centristi però hanno già messo le mani avanti, ieri con il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, oggi col ministro per gli Affari Regionali con delega alla Famiglia, Enrico Costa: "E' giusto affrontare in termini costruttivi il tema delle adozioni. Un diverso approccio - avverte, intervistato dal Messaggero - sarebbe da respingere: quello desumibile dalle dichiarazioni di chi, in modo disinvolto, ha sostenuto che la legge va cambiata per inserire quello che non è stato inserito nelle unioni civili. Questo sarebbe profondamente sbagliato. Un conto è un obiettivo di revisione complessiva, altro è usare questa proposta come un pretesto per far entrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta".

I tempi della riforma della legge sulle adozioni non saranno brevi ma nemmeno lunghissimi: "Non sarà un treno ad alta velocità ma neanche un locale", sintetizza un deputato Pd. Domani intanto la commissione Giustizia delibererà una indagine conoscitiva sul tema che porterà via almeno un mese: verranno sentiti esperti, docenti, associazioni, avvocatura ecc.

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