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pubblicato il 20/nov/2013 18:36

Ue/elezioni: Watson (Alde), Verhostadt e Rehn in bilico per candidatura

Ue/elezioni: Watson (Alde), Verhostadt e Rehn in bilico per candidatura

(ASCA) - Bruxelles, 20 nov - ''Il candidato del partito che ha ottenuto piu' voti deve avere la precedenza nel cercare di formare una maggioranza in Parlamento, altrimenti si rischia di dare un messaggio sbagliato al cittadino- elettore''.

Prima ancora di elezioni, campagne elettorali e programmi questa la cosa da mettere in chiaro per Graham Watson. Il presidente del Partito dell'Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (Alde), per l'Italia aderiscono al gruppo gli eurodeputati di Italia dei Valori, spiega in un'intervista all'Asca, che le regole vanno rispettate. A maggio si terranno le elezioni europee per il rinnovo del Parlamento che sara' chiamato a concorrere alla designazione della Commissione europea, e per la prima volta i partiti indicheranno formalmente i loro candidati, e i cittadini indicheranno chi porre a capo dell'esecutivo comunitario.

Tuttavia il Consiglio Ue non e' obbligato ad accettare il nome indicato dagli elettori. ''La base giuridica del trattato di Lisbona non e' molto forte'', ammette Watson. ''Ma cambiare i trattati non e' semplice'', quindi l'unica cosa da fare e' ''cambiare le procedure senza modificare i trattati''. Tradotto, si puo' ''stabilire che il candidato del partito con piu' seggi sia automaticamente quello a cui spetta la presidenza della Commissione''. Altrimenti ''si infrange'' un patto con l'elettore, che puo' mettere a dura prova l'Europa e dare forza a chi nell'Europa non crede. ''C'e' il rischio di avere un Parlamento composto fino al 20-22% di candidati euro-scettici e anti-europei'', rileva Watson. ''Il rischio c'e' e sono preoccupato, perche' potrebbe essere piu' difficile gestire il Parlamento''. Ma, rileva ancora, ''vedo che la tendenza e' la stessa che altrove: si parla dell'alleanza tra Marine Le Pen e Geert Wilder, ma anche in Italia alle ultime elezioni il Movimento 5 Stelle ha raggiunto il 25%, e l'Ukip nel Regno Unito ha il 20% dei consensi''. Per questo motivo, indipendentemente dai risultati di maggio chiunque vincera' dovra' ricorrere ad alleanze in Parlamento. ''Una collaborazione tra partiti sara' necessaria'', ammette il presidente dell'Alde. ''Con la codecisione al Parlamento serve una una maggioranza del 62%'' per poter approvare testi, e ''con gli altri partiti dobbiamo riuscire a raggiungere questa soglia''.

L'Alde apre dunque ad alleanze che appaio inevitabili, ma per creare una piattaforma occorre una condivisione sul programma. I liberali pongono tre punti nella loro agenda: occupazione, giustizia ed economia verde. Sul fronte dell'occupazione il punto cardine e' lo stimolo del commercio, ''perche' il commercio e' il miglior motore per la creazione di posti di lavoro''. Watson vuole ''l'apertura del mercato interno, soprattutto per i servizi''. Questa politica, da sola, ''puo' portare un aumento fino al 6% del Pil dell'Unione europea''. E poi, al fine di stimolare l'occupazione, ''servono piu' accordi commerciali bilaterali e la realizzazione dei grandi progetti europei di interconnessione'', vale a dire le grandi reti di trasporto, comunicazione, energia. Sulla giustizia, precisa il presidente dell'Alde, ''non diciamo che vogliamo salario minimo per tutti, ma uguaglianza di opportunita''' e di condizioni, ''specie per le donne, perche' non e' possibile che le donne vengano pagate meno per le stesse mansioni svolte dagli uomini''. Infine la sostenibilita'. ''Dobbiamo passare a un'economia basata su combustibili fossili a un'economia fondata sulle rinnovabili''. Questo, in prospettiva, ''permettera' di ridurre del 26% le emissione di CO2 ed evitare situazioni come quella che sta interessando la Sardegna''. A promuovere il programma saranno i candidati, al momento i due che hanno manifestato l'intenzione di correre: l'attuale presidente del gruppo Alde in Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, e l'attuale commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn. ''Non direi che Verhofstadt e' in pole position'', premette Watson. ''Abbiamo due candidati e non ho ancora ben chiaro quale dei due ha la maggioranza''. In realta' Verhofstad e Rehn sono i nomi 'forti' dei liberali, a cui potrebbero aggiungersene degli altri a breve.Il 30 novembre si aprira' il periodo riservato alle candidature, che si chiudera' il 20 dicembre. Per concorrere bastera' ricevere il sostegno di 2 partiti liberali di due paesi europei diversi (su i 55 partiti aderenti all'Alde), poi l'1 febbraio a Bruxelles, nel corso di un congresso straordinario, si eleggera' il candidato ufficiale.

''Non siamo in ritardo rispetto ai socialisti'', mette in chiaro Watson. Il Pse ha gia' il suo candidato (l'attuale presidente del Parlamento uscente, Marin Schulz) ''ma solo perche' non hanno avuto altre candidature'', rileva. Per il resto l'Alde ''si muove come tutti gli altri partiti europei'', nelle tempistiche e nelle modalita'. ''Il Partito popolare il suo candidato lo avra' addirittura dopo di noi, perche' lo eleggera' a marzo''. In vista delle elezioni il Partito dell'Alde ha predisposto anche rinnovamenti nel modo di condurre la campagna elettorale. ''Fino alle utlime elezioni avevamo un programma di 39-40 pagine che non leggeva nessuno. Quest'anno - evidenzia Watson - mi sono battuto per adottare un manifesto di massimo due pagine, da pubblicare sui giornali''. La pubblicazione sara' in inglese e francese, ''ma non escludiamo di tradurlo anche in altre lingue''. Cio' per spiegare che ''l'Europa siamo noi'', dati che in Europa un problema di percezione c'e'. ''Non siamo riusciti a dare il senso di un'elezione europea e superare l'idea di ventotto elezioni nazionali''. E' per questo che ''queste elezioni europee sono un'opportunita' da cogliere''.

bne/sat

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