lunedì 23 gennaio | 21:56
pubblicato il 16/gen/2014 11:38

Ue/elezioni: votare e candidarsi all'estero, la guida del Parlamento

Ue/elezioni: votare e candidarsi all'estero, la guida del Parlamento

(ASCA) - Bruxelles, 16 gen 2014 - In linea di principio all'interno dell'Unione europea ciascuno, per le elezioni europee, puo' votare in qualunque altro paese dell'Ue in cui risiede. Nella pratica, pero', questo principio si attua in modo diverso a seconda delle legislazioni nazionali. ''Questi diritti differiscono fortemente a seconda del paese da cui traggono origine''. In Europa ci sono restrizioni, eccezioni, sistemi diversi. La situazione non e' nuova, e il Parlamento europeo - in vista delle elezioni di fine maggio - ha cercato di fare il punto della situazione con un apposito studio, ''Diritto di voto e partecipazione elettorale''. Realizzato dal direttorato generale per la Politica interna, lo studio - condotto sull'Ue a ventisette, prima dell'ingresso della Croazia - vuole ricordare come funzionano, all'interno dell'Ue, voto e candidature trans-frontaliere.

Innnazitutto si ricorda che per le elezioni europee ventidue stati membri su ventisette riconoscono il diritto di voto a tutti cittadini di un paese Ue provenienti da un altro paese dell'Unione europea. I cittadini elettori che risiedono in un paese diverso da quello di origine hanno dunque vita facile, a meno che non si trovino in uno dei restanti cinque paesi. (Cipro, Malta, Irlanda, Ungheria e Slovacchia). Cipro, Malta e Irlanda riconoscono il diritto di voto ai non connazionali limitatamente ad alcune categorie di residenti, quali ad personale diplomatico e militare, e tutti gli altri gruppi i doveri pubblici sono la principale ragione della loro attivita' all'estero. Ungheria e Slovacchia, invece, non contemplano la possibilita' di far votare all'estero i propri cittadini: per eleggere i propri deputati europei ungheresi e slovacchi devono tornare nel proprio paese di origine, nonostante siano residenti altrove all'interno dell'Ue. In secondo luogo bisogna considerare che molti cittadini europei vivono e lavorano fuori dall'Ue: in questo caso non tutti i ventidue paesi Ue che riconoscono il diritto di voto ai cittadini di altri paesi Ue riconoscono uguale diritto a elettori europei extra-comunitari. Belgio e Grecia non concedono diritto di voto ai propri cittadini al di fuori dei confini comunitari, mentre Danimarca e Italia attuano restrizioni di voto riconoscendo il diritto solo ad alcune tipologie di persone.

Per le elezioni europee il diritto a candidarsi per cittadini residenti in paesi diversi da quello di origine sono trova ancor piu' restrizioni. Otto paesi (Germiania, Lituania, Lussemburgo, Malta, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria) impediscono ai loro cittadini che si trovano fuori paese di presentarsi alle elezioni, mentre altri quattro paesi (Belgio, Bulgaria, Danimarca e Polonia) consentono ai propri cittadini all'estero di candidarsi ma solo se residenti all'interno dell'Ue.

bne/mau

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