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pubblicato il 10/dic/2013 12:49

Ue/elezioni: Stanisev (Pse), piu' democrazia e giustizia sociale

Ue/elezioni: Stanisev (Pse), piu' democrazia e giustizia sociale

(ASCA) - Bruxelles, 10 dic - ''Le misure di austerita' imposte dai conservatori hanno bloccato crescita e innovazione peggiorando le condizioni di vita per milioni di europei''. Il programma dei socialisti sara' dunque un altro, piu' attento alle esigenze del cittadino. ''C'e' bisogno della conservazione dei sistemi di welfare'', spiega in un'intervista all'ASCA il presidente del presidente del Partito socialista europeo (Pse), Sergej Stanisev. ''Il consolidamento sociale non puo' essere dimenticato per via del consolidamento fiscale''. Per questo, in occasione delle elezioni e anche dopo, il Pse portera' avanti la sua battaglia sul fronte sociale. ''Il Pse e' in fase di stesura del manifesto per le elezioni europee del 2014'', ricorda Stanisev. Il Manifesto verra' adottato in occasione del congresso del Pse dell'1 marzo 2014 e ''sara' definito sui valori contenuti nel programma fondamentale del Partito socialista europeo'', i cui tre pilastri sono una governance economica piu' democratica, un patto sociale europeo per una migliore istruzione e una maggiore giustizia sociale, e il rafforzamento della coesione interna. Ma anche se un manifesto elettorale non c'e' ancora, la linea del partito invece si'. ''Vogliamo un'Europa che sia piu' equa, che sia piu' socialmente giusta, e che sia piu' democratica di adesso. ''Questo e' cio' per cui lotteremo in vista delle elezioni europee''. Stanisev non ha dubbi: ''C'e' bisogno di un maggiore equilibrio tra la soluzione del problema del debito pubblico e il mantenimento di un sistema sociale e il ritorno alla crescita''. Ma, critica, ''l'attuale maggioranza conservatrice e liberale all'interno delle istituzioni Ue, incluso Olli Rehn, hanno imposto un'era di austerita' anziche' combattere la disoccupazione e lottare per la crescita. E il il Pse ha sempre criticato questo aver imposto soltanto misure di austerita'''. Le critiche di Stanisev a Olli Rehn, attuale commissario europeo per gli Affari economici e monetari, piovono anche al partito dell'Alleanza dei liberali europei (Alde), per il quale Rehn e' candidato - insieme a Guy Verhofstadt - alla presidenza della Commissione europea alle elezioni di maggio. Si e' dunque gia' nel vivo della campagna elettorale, che per il Pse vede Martin Schulz, attuale presidente del Paralmento europeo, in prima linea per la corsa alla presidenza della Commissione. Schulz e' il candidato ufficiale del Pse, dato che nessun altro si e' fatto avanti. Un dato, questo, usato dagli avversari per criticare l'assenza di primarie - quindi di dialogo - all'interno del Partito di cui Stanisev e' presidente. ''Il Pse ha tenuto un processo trasparente e democratico per la scelta di un candidato comune'', replica Stanisev. ''Dato che nessun altro si e' presentato e che dunque non e' stato possibile nominare candidato nessun altro, il processo e' stato aperto e politicamente credibile''. Inoltre, ricorda ancora Stanisev, Schulz ha ricevuto lettere di sostegno da 21 partiti membri del Pse (sui 34 complessivi), un dato che conferma la maggioranza attorno al nome dello stesso Schulz. Anche il Partito democratico, che non fa parte del Pse ma che si accasa nel gruppo parlamentare S&D, espressione del Pse, ha sostenuto Schulz. Per il Pd, spiega Stanisev, le porte del Pse sono sempre aperte. ''Rispettiamo il dibattino interno al Pd. Se il Pd desidera compiere i passi per diventare un membro del Pse allora sara' il benvenuto, e valuteremo la loro eventuale adesione''. Nel frattempo il Pse ''usera' il tempo a disposizione per impegnarci con i partiti membri nel far prendere consapevolezza'' delle questioni europee. La crisi morde ancora, i segni di ripresa stentano a mostrarsi, e cresce la presa dei cittadini sui partiti euroscettici. ''Il Pse e' preoccupata per la crescita dell'euroscetticismo e dei partiti euroscettici'', ammette Stanisev, secondo il quale pero' il nuovo processo elettorale ''puo' far crescere l'interesse nelle elezioni europee''. Il fatto che per la prima volta i partiti indicheranno il nome del candidato per la presidenza della Commissione europea ''la rendera' piu' democratica''. Per questo motivo ''dobbiamo dare ai cittadini europei scelte politiche chiare e permettere loro di votare per il cambiamento anziche' per protesta, consegnandoli cosi' agli euroscettici''. Queste elezioni per Stanisev sono un appuntamento forse rivoluzionario. ''La decisione su chi sara' presidente della Commissione non sara' piu' basato sul criterio della nazionalita'''. Oggi c'e' ''una legittimita' democratica senza precedenti''. E' vero che c'e' il rischio che il Consiglio possa indicare un altro candidato al posto del vincitore delle elezioni. ''Gli Stati membri possono ancora influenzare la decisione e saranno pronti a votare i candidati del Consiglio''. Tuttavia, rileva Stanisev, ''sono vincolati dai trattati a prendere in considerazione il risultato delle elezioni europee''. bne/sat

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