martedì 17 gennaio | 18:55
pubblicato il 19/mar/2014 16:54

Ue/elezioni: Pd Senato, risultato punto partenza parita' genere Italicum

Ue/elezioni: Pd Senato, risultato punto partenza parita' genere Italicum

(ASCA) - Roma, 19 mar 2014 - L'accordo raggiunto in tema di parita' di genere per le prossime elezioni europee del 25 maggio, che si sostanzia in una norma 'transitoria' per le prossime elezioni di maggio per il 2014, con l'annullamento della terza preferenza se non si rispetta l'alternanza e, a partire dal 2019 la presenza paritaria nelle liste, l'alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato ''costituisce certo una mediazione, ma sancisce finalmente per legge un diritto che nelle norme per le elezioni europee non era finora riconosciuto. L'alternativa era un nulla di fatto''. Lo scrivono in una nota i senatori del Pd. ''Noi abbiamo considerato la ricerca di un accordo in materia di parita' di genere per le elezioni europee un obiettivo da perseguire, perche' puo' permetterci di raccogliere i frutti di una piu' equa espressione delle preferenze gia' dalla consultazione del prossimo maggio - prosegue la nota -. E' un punto di equilibrio al quale, come gruppo del Pd, abbiamo lavorato perche' riteniamo comunque utile approvare queste norme alla vigilia della prossima consultazione elettorale europea. Come e' noto, noi avremmo voluto altro. Il Pd, infatti, che ha regole interne molto precise in materia di democrazia paritaria ampiamente dimostrate sia dalla composizione dei gruppi parlamentari che da quella del governo, aveva presentato un disegno di legge che prevedeva parita' di genere al 50 per cento e la doppia preferenza di genere. Questa era ed e' la nostra posizione, che tuttavia non e' maggioritaria nell'aula di Palazzo Madama. L'esercizio della mediazione nelle aule parlamentari costa molta fatica, ed ancora di piu' lo e' quando si affrontano questioni che riguardano le donne, i loro diritti e la qualita' della democrazia''. In conclusione i seantori Pd ritengono ''che il risultato raggiunto sia comunque un passo importante che ci dara' la possibilita', nella prossima discussione sulla legge elettorale per le elezioni politiche nazionali, di lavorare per ottenere una concreta e reale parita' di genere nella composizione del futuro Parlamento. Per il Pd questo e' e rimane un impegno fondamentale per il quale ci batteremo nell'aula di Palazzo Madama''. com-njb

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