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pubblicato il 02/set/2013 19:56

Ue/Bilancio: Parlamento vota accordo politico su Mff 10/9 a Strasburgo

(ASCA) - Bruxelles, 2 set - C'e' un accordo di massima tra le istituzioni comunitarie sul budget settennale 2014-2020, e questo accordo il Parlamento lo discute e lo vota in Aula in occasione della sessione plenaria di Strasburgo. Il Parlamento europeo a fine giugno ha ottenuto buona parte delle proprie richieste, evitando che saltasse il tavolo delle trattative. Restano fermi i tetti (960 miliardi di impegni e 908 miliardi di spesa). Prevista pero' flessibilita' nell'uso delle risorse per i primi tre anni (per il 2014, il 2015 e il 2016 si potranno spostare risorse da una rubrica all'altra a seconda delle esigenze, senza toccare i tetti). Prevista una clausola di revisione intermedia nel 2016, sulla base della quale la Commissione europea - mantenendo inalterati gli ammontare complessivi - potra' invece ritoccare i tetti di pagamenti fino a sette miliardi in piu' per il 2018, nove miliardi in piu' per il 2019 e dieci miliardi in piu' per il 2020, a patto che ogni innalzamento dei tetti corrisponda un'uguale diminuzione delle disponibilita' per l'anno precedente. Altre modifiche sostanziali al quadro finanziario pluriennale (Mff 2014-2020) sono previste in casi eccezionali quali la riunificazione di Cipro, l'allargamento dell'Ue, revisione dei trattati.

Il testo di cui e' relatore Ivailo Kalfin (S&D) stabilisce inoltre una specifica clausola di flessibilita' per lo Schema di garanzia per i giovani: dei sei miliardi per il periodo 2014-2020 si chiede di destinarne ''almeno'' 2,5 nei primi due anni. Si fissa a 500 milioni di euro l'anno le risorse per il Fondo di solidarieta' e a 150 milioni l'anno il tetto massimo per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Si impone poi alla Commissione europea di presentare una proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale (2021-2026) ''prima dell'1 gennaio 2018''. Senza grosse sorprese il voto dovrebbe avere esiti positivi: sul testo che approdera' a Strasburgo c'e' l'accordo politico tra Parlamento e Consiglio Ue. Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz lo scorso luglio l'ha definito ''il miglior accordo possibile viste le circostanze'', parlando di ''miglioramenti significativi'' rispetto alla bozza iniziale.

Resta aperta la questione relativa al bilancio correttivo per l'anno in corso: la Commissione europea ha chiesto 11,2 miliardi aggiuntivi per onorare i pagamenti, i ministri dell'Economia e delle Finanze hanno dato il loro ok a un esborso extra di 7,3 miliardi. Il Parlamento chiede di reperire tutte gli 11,2 miliardi, e c'e' l'impegno degli Stati membri a prendere una decisione formale sulla differenza mancante entro l'autunno.

bne/sam/rl

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