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pubblicato il 02/feb/2013 11:16

Ue/Bilancio: i paesi membri cercano accordo tra tagli e incognite

(ASCA) - Bruxelles, 2 feb - L'Unione europea tenta di dotarsi di un nuovo bilancio settennale dopo il vertice straordinario del Consiglio europeo di novembre concluso con un nulla di fatto. Giovedi' e venerdi' i capi di Stato e di governo ci riprovano, cercando di raggiungere l'intesa necessaria per definire il programma di spesa per il periodo 2014-2020, in un percorso che - tra divisioni e strategie negoziali - non si annuncia dei piu' semplici.

Il negoziato si snoda su piu' livelli: anche se i leader politici dei ventisette Stati membri dovessero trovare un accordo, questo potrebbe essere rimesso in discussione dal Parlamento europeo, che su questioni di bilancio ha potere di co-decisione. E alla vigilia di un vertice cruciale per le sorti dell'Ue e il suo funzionamento, il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha ribadito - senza usare la parola 'veto' - che piu' la posizione del Consiglio Ue si allontanera' dalla proposta di bilancio originaria della Commissione europea, piu' sara' difficile per il Parlamento europeo approvare l'eventuale intesa che uscira' fuori dal Consiglio europeo. Dichiarazioni poco rassicuranti, considerato che sembra prendere corpo l'ipotesi du nuovi tagli oltre a quelli gia' proposti dal presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy. Nel vertice di novembre Van Rompuy ha proposto riduzioni di spesa per 80 miliardi alla bozza della Commissione europea (che per il periodo 2014-2020 chiedeva una dotazione di 1.033 miliardi di euro).

Una richiesta che ha scontentato i paesi piu' rigoristi dell'Ue (Germania, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca), che vorrebbero riduzioni al tetto massimo di spesa per circa 100 miliardi. Van Rompuy starebbe pensando a riduzioni ulteriori per un importo complessivo fino a 30 miliardi di euro che, sommati ai circa 80 miliardi gia' pensati, porterebbero a tagli totali per circa 100 miliardi e anche, forse, qualcosa di piu'. Cosi' facendo verrebbero meno le resistenze dei paesi piu' intransigenti e della Gran Bretagna, che vorrebbe tagli anche piu' sostanziosi (aveva chiesto riduzioni fino a 200 miliardi). In cambio Germania, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca potrebbero cedere di fronte alla richiesta - sostenuta, tra gli altri, dall'Italia - di rivedere le modalita' di pagamento del 'rebate', il rimborso per lo squilibrio tra cio' che si mette sul piatto dell'Ue e cio' che dall'Ue si riceve in termini economici e di benefici. Per la Gran Bretagna e' previsto nei trattati, per gli altri quattro paesi no. Attualmente ne beneficiano, ma con la fine del 2013 il rimborso verra' meno. Per rinegoziarlo si chiede a tutti gli Stati di contribuire al pagamento: questo significa che anche i paesi interessati metteranno risorse liquide per pagarsi il rimborso, che automaticamente sara' ridotto.

Ma c'e' un largo fronte di ben venti paesi contrari alle politiche di tagli eccessivi. Consapevoli del fatto che per la prima volta nella storia l'Ue deve negoziare un quadro finanziario pluriennale in termini di riduzioni di spesa, i cosiddetti 'amici della coesione' (Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Ungheria e Croazia) chiedono che i tagli - inevitabili - non siano ne' eccessivi ne' indiscriminati. A loro si uniscono Belgio, Francia e Italia, contrari come gli altri diciassette ai forti tagli alle politiche di coesione (29,5 miliardi di euro) e all'agricoltura (25,5 miliardi).

Negli ultimi giorni il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ribadito che l'Italia e' pronta a porre il veto se le proposte di negoziato andranno a ledere gli interessi del paese. In realta' il dibattito e' gia' iniziato: i governi dei principali paesi europei hanno gia' iniziato colloqui bilaterali - che precederanno l'inizio dei lavori di giovedi' e venerdi' - in vista della riunione del Consiglio europeo.

Monti a Bruxelles ha gia' incontrato i presidenti di Commissione Ue e consiglio europeo per discutere proprio di quadro finanziario pluriennale. Il capo del governo ha quindi incontrato il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e domenica sara' a Parigi per discutere dello stesso tema con il presidente francese, Francois Hollande. Merkel lunedi' ricevera' invece il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy.

Si cercano dunque intese, e a Bruxelles si e' ottimisti circa il successo del vertice: c'e' la volonta' di tutti di chiudere un accordo, anche con piu' tagli. Si dovra' solo capire come distribuirli. Restano comunque le divisioni e le incognite. Anche se la prossima settimana si dovesse avere un accordo - come molti pensano succedera' - non e' detto che il dossier si chiuda. Il Parlamento potrebbe far saltare il tavolo che gli Stati membri, a fatica, vogliono tenere in piedi.

bne/sam/

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