venerdì 24 febbraio | 23:43
pubblicato il 10/ott/2013 17:13

Ue: Serracchiani, Gect per fare massa critica anche contro la crisi

(ASCA) - Trieste, 10 ott - La crisi che sta attraversando l'intera Europa dimostra che e' necessario fare massa critica su temi comuni quali, in particolare, infrastrutture, mercato del lavoro, politiche sociali, turismo. Occorre quindi mettere insieme le forze anche attraverso una collaborazione interregionale e transfrontaliera che puo' ben concretizzarsi attraverso i Gect, Gruppi europei di cooperazione territoriale.

Lo ha affermato, oggi a Bruxelles, la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ad un seminario che ha messo a confronto opportunita' e criticita' derivanti dall'utilizzo dei Gect. L'evento e' stato promosso dalla Regione Veneto nell'ambito dei tradizionali ''Open Days'', forum europeo annuale sulle politiche di coesione, ed e' servito a illustrare anche l'esperienza del ''Gect-GO'', costituito tra i Comuni di Gorizia, Nova Gorica, Šempeter-Vrtojba.

Per Serracchiani, dunque, i Gect possono rappresentare uno strumento importante. E in questo senso ha parlato dell' ''Euregio senza confini'', costituita da Friuli Venezia Giulia, Veneto e Carinzia, con l'auspicio di estenderla, per renderla piu' efficace, alla Slovenia, dove pero' ancora manca un processo di regionalizzazione.

Proprio per questa ragione anche il nostro Paese dovrebbe rivolgere maggiore attenzione alle strategie macroregionali della Ue, da cui possono derivare anche importanti finanziamenti europei.

Tuttavia la presidente del Friuli Venezia Giulia ha anche messo in evidenza come ''gli strumenti oggi a disposizione della cooperazione territoriale arrivano spesso impreparati alla crisi, perche' le procedure sono ancora poco snelle, non in grado di fornire le risposte immediate che la crisi richiede''.

''Spesso vengono costruiti i contenitori ma poi risulta difficile riempirli di contenuti concreti'', ha spiegato. Da qui la necessita' di ''una forte volonta' politica'' in quanto ''laddove un tempo c'erano dei confini oggi vi sono grandi opportunita' di collaborazione''. Ma anche ''rischi che strumenti diversi si sovrappongano anziche' integrarsi'', ha indicato, riferendosi al fatto che il Friuli Venezia Giulia si trova al crocevia di grandi strategie, quali, oltre l'Euroregione, anche la macroregione Adriatico-Ionica, il programma danubiano e la futura strategia alpina.

I Gect in sostanza potranno operare con efficienza solo se, come peraltro ha affermato anche Herwing Seiser, rappresentante della Carinzia, saranno impiegati come strumento per evitare duplicazioni e velocizzare le procedure.

Nel suo intervento la presidente Serracchiani ha anche auspicato un maggiore coinvolgimento delle Regioni nel processo decisionale europeo. Una dinamica che potrebbe svilupparsi positivamente partendo da un piu' stretto rapporto tra le stesse Regioni e le rappresentanze permanenti dei singoli Stati presso l'Unione europea. In particolare nel percorso di revisione delle linee guida degli aiuti di stato per cultura e porti, dove secondo Serracchiani le Regioni devono essere ascoltate di piu' sia dal Governo italiano che dalla Ue.

fdm/rus

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