lunedì 27 febbraio | 05:31
pubblicato il 01/lug/2014 20:15

Ue: Renzi domani a Strasburgo. ''Cambiare per rappresentare speranza''

(ASCA) - Roma, 1 lug 2014 - Riscoprire le ragioni del sogno europeo, proiettandolo in termini concreti per i cittadini, che alle ultime elezioni hanno mostrato in modo massiccio la delusione per una Europa declinata negli ultimi anni solo in termini di austerity, regole e burocrazia. Di fronte all'Europarlamento piu' euroscettico della storia, Matteo Renzi aprira' domani a Strasburgo il semestre italiano di presidenza dell'Unione puntando sulla ''speranza'' che l'Europa puo' tornare a rappresentare. Solo se, ovviamente, riscoprira' l'importanza di crescita e sviluppo, e iniziera' a farsi carico dei problemi concreti, a partire dalla questione immigrazione.

Del resto, gia' negli interventi delle scorse settimane il premier era stato esplicito: ''Viola i trattati non chi chiede la crescita, ma chi parla solo di stabilita'''.

Dunque, cambiare l'Europa per il bene dell'Europa: intorno a questo concetto Renzi illustrera' le priorita' del semestre italiano. Contando su una credibilita' ritrovata da parte dell'Italia, e ribadendo tutta la determinazione del governo a fare le riforme in casa propria, con il piano dei mille giorni lanciato la scorsa settimana. E' questa la strada per riuscire ad ottenere finalmente la flessibilita' tanta invocata, ma anche per preparare il terreno ad un piano di investimenti europeo per i prossimi 5 anni, facendo massa critica sommando i vari programmi europei, i fondi strutturali e potenziando il ruolo della Banca Europea degli Investimenti.

Un progetto da far marciare in tandem con i francesi, cosi' come con la Francia si lavora ad un approccio europeo all'immigrazione, con Frontex che raccolga il testimone dell'operazione che Mare Nostrum, ora tutte sulle spalle dell'Italia. Il che non significa immagianre un asse transalpino: la Germania di Angela Merkel resta un ''paese amico'', ha piu' volte sottolineato il premier, con il quale pero' ci si ''confronta'' senza ''timori reverenziali''.

Nessuno, nello staff del premier, si nasconde la difficolta' dell'impresa che attende il governo italiano: riuscire a declinare concretamente la flessibilita', coinvolgere la Ue nella gestione dei flussi migratori del Mediterraneo, e soprattutto ribaltare l'approccio rigorista che per anni ha dominato a Bruxelles. Ma la convinzione di Renzi e' che sia possibile: ''Abbiamo fatto capire che siamo un Paese forte, che non va con il cappello in mano ma che si fa rispettare''.

pol/tmn

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