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pubblicato il 09/dic/2013 17:57

Ue: Prodi, asse Italia-Francia-Spagna per spezzare egemonia tedesca

Ue: Prodi, asse Italia-Francia-Spagna per spezzare egemonia tedesca

(ASCA) - Roma, 9 dic - ''Oggi non c'e' la possibilita' politica di modificare i trattati europei, pero' c'e' un'enorme spazio per dare un'interpretazione seria e cooperativa dei trattati. Una soluzione che secondo me potrebbe essere praticabile e' quella di una politica concordata di Francia-Italia e Spagna, perche' abbiamo interessi simili, pur nella differenza''. La proposta giunge da Romano Prodi, che nel corso del convegno ''Italia-Spagna per un'Europa piu' forte'', organizzato da Arel ha sottolineato come ''la politica europea e' stata del tutto impreparata alla crisi'' che ha sconvolto le economie occidentali ''e soprattutto 'non-volente' a dare le risposte di solidarieta' necessarie a risolvere i problemi''.

''Gia' quando e' stato fatto l'euro - ricorda ancora Prodi - era chiaro a tutti che la parte mancante del progetto era un'unificazione'' dell'Europa anche a livello politico, ''con tutti i problemi che questa mancanza determinava, ma si e' preferito procedere con la costruzione di una parte, lasciando l'impianto degli altri pilastri a momenti e maturazioni successive. Nel frattempo pero' e' cambiata l'Europa e sono arrivati gli anni della paura e del populismo, ogni Paese si e' rinchiuso nel suo guscio. Cosi' il prevalente favore alla Germania, cui e' stata via via delegata la gestione delle politiche europee, ha modificato del tutto gli equilibri. Ma ora i nodi vengono al pettine e la Germania e' l'unico riferimeto della politica europea''.

Prodi ha quindi ricordato quando anni fa defini' i parametri di Maastricht ''stupidi'' per la mancanza di flessibilita'. ''Mi guadagnai una bella lavata di testa, ma oggi sono tutti d'accordo quando si dice che l'economia va gestita con intelligenza e adattandosi alla situazione.

Questo pero' presuppone una disponibilita' europea che non c'e'''. ''Quello che occorrerebbe - ha proseguito l'ex presidente della Commissione europea - e' una responsabilita' comune, che e' facile ottenere quando vi sono piu' Paesi a gestire, mentre quando c'e' un Paese solo alla guida, tutte le responsabilita' si concentrano sul suo leader, cioe' in pratica sulla Merkel. Se guardiamo pero' alle situazioni interne dei singoli Paesi, vediamo che la Germania e' l'unico che e' riuscito a mettere nell'angolo le spinte populistiche, ma il prezzo di questo successo e' stato lo spostamento dell'asse politico verso le istanze che giungevano da quel polo: si sono create difficolta' rilevanti alle politiche europee''.

Da qui la proposta di Prodi di un asse franco-italo-spagnolo. ''Possibilita' di successo? - ha ammesso - non lo so, ma bisogna pur provare a proporre una piattaforma alternativa. Qualcosa del resto bisognera' pur inventare per uscire da questa impasse. Ho riflettuto sulla possibile efficacia della mia proposta. E' chiaro che 10 anni fa avremmo detto 'portiamo il problema in sede di commissione Ue'. Oggi invece il potere e' altrove, quindi invece di andare a Bruxelles bisogna andare a Berlino. Una cosa pero' e' certa: non e' possibile pensare a un'Europa federale nel prossimo futuro se non si mettono i paletti per un gioco di squadra con rapporti dialettici che da molto tempo non ci sono piu'. Nessuno - ha concluso Prodi - puo' risolvere la questione economica senza risolvere la questione politica perche' l'Europa e' mezza fatta e mezza no''.

njb

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