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pubblicato il 05/feb/2014 13:44

Ue: Napolitano, Turchia ha ragione su adesione. Pacta sunt servanda

Ue: Napolitano, Turchia ha ragione su adesione. Pacta sunt servanda

(ASCA) - Roma, 5 feb 2014 - ''La Turchia ha ragione, i patti si rispettano. Pacta sunt servanda''. Lo afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso del suo incontro a Strasburgo (trasmesso da Sky Tg24) con gli europarlamentari italiani, facendo riferimento alle critiche all'Ue che arrivano da Ankara per non aver rispettato i patti presi sul negoziato per l'adesione della Turchia all'Unione.

Napolitano, chiarendo che l'Italia ''non ha mai sconfessato l'accordo'', sottolinea come siano state Francia e Germania a frenare sull'ingresso della Turchia nell'Ue. Parigi e Berlino, spiega, hanno cambiato idea ''due anni dopo aver firmato'' l'impegno.

''Quando sono andato in Turchia in visita di Stato 4 anni fa - ricorda Napolitano - mi sono sentito ripetere a tutti i livelli una frase in latino 'pacta sunt servanda', i patti si rispettano''. Poi il Presidente rimanda ad un ''Consiglio Europeo in cui tutti i capi di governo, all'unanimita', compresi il Presidente francese ed il Cancelliere tedesco hanno deciso che bisognava negoziare l'ingresso nell'Unione europea della Turchia o comunque uno status equivalente''. E' stato per questo che ''si e' cominciato un negoziato, come con tanti altri paesi, che deve essere rigoroso per tutti: per la Turchia come per l'Ucraina. Il rispetto dei diritti fondamentali e' parte essenziale dei dossier che si discutono con i paesi con cui si negozia l'ingresso. La formula era che dovesse essere un negoziato 'open ended', cioe' aperto a qualsiasi soluzione. Senza escludere che la soluzione potesse essere la piena appartenenza''.

''Due anni dopo aver firmato, se non col sangue con la loro penna, questo impegno - prosegue Napolitano - due fondamentali governi e capi di governo dell'Unione europea, il francese e il tedesco, hanno detto 'no, noi non vogliamo piu' portare avanti e a conclusione il negoziato con la Turchia'''. Quindi, rileva ancora, ''quando mi dicevano 'non rispettate i patti', avevano ragione. Io mi sono soltanto preoccupato di difendere la credibilita' dell'Italia, dicendo che noi non abbiamo fatto quello che hanno fatto il presidente Sarkozy e la cancelliera Merkel. Non abbiamo mai sconfessato. Pensiamo che si debba andare avanti nel negoziato e poi discutere quali sono le conclusioni possibili di questo negoziato''.

fdv

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