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pubblicato il 20/nov/2013 19:29

Ue: Monti, mondi vitali per rilanciare la costruzione europea

Ue: Monti, mondi vitali per rilanciare la costruzione europea

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 20, nov - ''Nel 2014 si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Si tratta di un appuntamento gravido di incognite per il protrarsi della crisi economica e per il riacutizzarsi di spinte populistiche nei diversi paesi europei che fanno temere per la scarsa partecipazione popolare e anche per l'affermarsi di movimenti antieuropei. La cronaca di questi giorni non serve a rassicurarci e ci mostra, al contrario, il tentativo di queste forze - rimaste a lungo confinate come correnti di opinione minoritarie nei singoli Stati membri - di mobilitarsi fuori da tali confini su una piattaforma politica comune''. Lo ha affermato l'ex premier Mario Monti, nella sua relazione al convegno su ''Europa e mondi vitali'' organizzato oggi a Montecitorio dall'associazione ''Mondi vitali'', che si richiama al grande sociologo cattolico Achille Ardigo' e presieduta dall'onorevole Renato Balduzzi, giurista ed ex ministro della Salute. E' rispondendo alla sollecitazione di Balduzzi di uscire dalla ''contemplazione delle esigenze'' per individuare i modi di rispondere alle esigenze, che Monti ha indicato la necessita' di operare una ricostruzione europea, o se si vuole della coscianza e del senso di appartenenza europea, dimostrando ai cittadini che la fase di difficolta' nella crescita dell'integrazione europea non si risolve con un ritorno ai nazionalismi. ''Si tratta di movimenti -ha spiegato Monti- che appaiono in primo luogo antistorici in quanto ripropongono un ritorno al passato che non porterebbe solo ad una gravissima crisi istituzionale, ma ad una vera e propria rottura di civilta'.

L'Unione europea e' il risultato di un immane conflitto sui valori che si e' consumato attraverso la lunga ''guerra civile europea'' (1914-1945): un conflitto paragonabile alla guerra civile americana, che costitui' a sua volta un punto di svolta irreversibile nella costruzione dell'assetto federale degli Stati Uniti, soprattutto per l'omogenea tutela dei diritti fondamentali''. Monti ha provocatoriamente sostenuto che sarebbe utile a questo punto non dare per scontata l'irreversibilita' dell'integrazione europea: ''Sarei molto ottimista sulla irreversibilita' dell'integrazione europea'' ha detto, facendo osservare che proprio questo senso di insicurezza dovrebbe spingere a ''proteggere l'integrazione come una base da conservare che costituisce un bene comune''. E' vero, ha sottolineato Monti, c'e' ''una fatica nell'integrazione'' con un ''ritorno di fiamma nazionalistico''. E' in questo ritorno di fiamma che Monti inserisce il riapparire delle svastiche in Grecia e le dichiarazioni offensive verso i greci in Germania. Stessa valenza Monti attribuisce anche al ''rigurgito di antipatia tra Nord e Sud d'Europa. Tutto questo -ha ammonito puo' essere portatore di germi di disgregazione''. Occorre reagire a questo fenomeno, ma come? Visto anche la tendenza in tutti i Paesi ad attribuire a Bruxelles e alla Ue le responsabilita' delle loro difficolata'? Per Monti siamo in presenza di un ''deficit di democrazia'' che va affrontato con iniziative intelligenti e pratiche. ''In realta', la crisi della democrazia europea -ha detto Monti- va affrontata come una crisi della democrazia in Europa, come radicale messa in discussione della funzionalita' e legittimita' dei tradizionali istituti della rappresentanza politica tanto a livello europeo che nazionale. Questa comune crisi pone di fronte ad un evidente paradosso. Da un lato, un radicale salto di qualita' della democrazia europea sembra oggi ineludibile per dare quelle risposte in termini di governo che gli Stati nazionali non sembrano piu' in grado di dare. Questo scatto in avanti puo' essere rappresentato da quella prospettiva di una federazione di stati nazionali, piu' volte richiamata da alcuni dei piu' importanti leaders europei. Dall'altro lato, ogni accelerazione sembra confliggere con le esigenze di mantenere coesa un' entita' politica costituita da 28 stati nazionali contrassegnati da profonde diversita' di culture politiche e di condizioni sociali ed economiche. In un ecosistema istituzionale cosi' complesso e fragile come quello europeo il mantenimento della prassi del compromesso e della concertazione sembra destinato a rappresentare ancora per molto tempo l'unica prospettiva ragionevole per dare un futuro all'Unione. Anche l'iniezione di elementi di democrazia diretta nella governance dell'Unione - con gli inevitabili effetti divisivi e polarizzanti da essa derivanti per il sistema politico europeo- va verificata dal punto di vista della sua sostenibilita' democratica''. In questo senso Monti ha parlato di ''passo avanti'' -anche se esistono delle controindicazioni- la decisione da parte dei gruppi parlamentari europei di candidare un loro esponente alla guida della Commissione, come in modo informale sta facendo il Pse. min/vlm

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