mercoledì 18 gennaio | 03:35
pubblicato il 15/feb/2012 18:53

Ue/ Monti all'Europarlamento, stoccate agli euroscettici

"Io tecnocrate? Sono stato eletto da parlamentari italiani"

Ue/ Monti all'Europarlamento, stoccate agli euroscettici

Strasburgo, 15 feb. (askanews) - Durante il suo intervento davanti alla plenaria dell'Europarlamento oggi a Strasburgo, il presidente del Consiglio Mario Monti ha contrattaccato con molta ironia alle poche ma aggressive critiche ricevute, in particolare dai banchi dei conservatori ed euroscettici britannici, dal francese Bruno Gollish (Fn) e dal leghista Francesco Speroni. Verso la fine del suo discorso, apprezzatissimo dall'Aula, Monti è stato interrotto dalle grida fuori microfono provenienti dai banchi della destra britannica, che lo accusavano in particolare di essere un 'tecnocrate non eletto' e di volere un 'super Stato' europeo antidemocratico. Il premier, che stava parlando in italiano, è allora passato all'inglese, osservando che "è certamente possibile riconciliare democrazia e integrazione europea (è il tema del suo articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, da Le Monde e dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ndr). Naturalmente solo una cultura superficiale e insulare può ingenuamente credere che integrazione significhi super Stato". Poi, alla domanda gridata fuori microfono su chi lo avesse eletto, Monti ha risposto: "una vasta maggioranza del Parlamento italiano". Ma è durante la replica che il premier italiano ha dato il meglio del suo humour britannico. Al lepenista Gollnisch, che gli aveva chiesto quale legittimità avesse visto che non è mai stato eletto, Monti ha risposto, in francese: "E' vero, al contrario di lei, io non mi sono mai presentato alle elezioni. Mi hanno chiesto di fare il presidente del Consiglio e lo faccio appassionatamente. Sono certo - ha proseguito ironicamente rivolto a Gollnisch - che se lo avessero chiesto a lei, nel suo paese, lei avrebbe rifiutato perché non si sarebbe sentito legittimato". Il leghista Speroni, infine, che aveva detto di "non condividere la concezione dell'Europa che ha difeso, come quella del suo protettore Giorgio Naplitano", e che lo aveva accusato di far parte di un sistema di potere finanziario internazionale che vuole espropriare i popoli del loro potere sovrano, è stato liquidato con una battuta. "Vedrò - ha detto Monti - di rispondere alle sue osservazioni complesse, anche dal punto di vista filosofico, ma per farlo avrò bisogno di studiare la trascrizione del suo intervento".

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