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pubblicato il 26/nov/2013 13:48

Ue: Marini (Umbria), Regioni chiedono politiche di coesione efficaci

(ASCA) - Perugia, 26 nov - ''Cio' che a noi, rappresentanti delle Regioni d'Europa, interessa, non e' la difesa delle nostre prerogative, bensi' fare in modo che gli investimenti pubblici siano piu' efficaci, affinche' siano realmente impiegati a combattere le sfide che i nostri territori devono affrontare''. E' quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo alla riunione del Consiglio dei Ministri d'Europa che si occupano della politica di coesione - a Vilnius (Lituania) - cui ha partecipato in qualita' di rappresentante del Comitato delle Regioni d'Europa. ''Quanto piu' le politiche di coesione saranno efficaci - ha aggiunto - tanto piu' contribuiranno a ripristinare la fiducia dei cittadini nei progetti europei''.

Al centro dei lavori, il pacchetto di regolamenti che disciplineranno la Politica di coesione ''Fondi strutturali europei'' per il prossimo periodo di programmazione 2014-2020, frutto di piu' di un anno di lunghi e complessi negoziati tra lo stesso Parlamento, Consiglio, Commissione e Comitato delle Regioni, per il quale Marini era stata relatrice del parere approvato dal Comitato delle regioni d'Europa. A giudizio della Governatrice umbra, i principali elementi positivi contenuti nel ''pacchetto'' dei nuovi regolamenti sono l'introduzione del principio della ''governance'' multilivello e di partenariato; definizione di un quadro strategico comune per i 5 fondi europei di coesione e di investimento (che facilitera' un approccio piu' integrato dei fondi). Secondo le Regioni europee, inoltre, e' positivo il mantenimento del Fondo Sociale Europeo (FSE) nella politica di coesione, nonostante il fatto che questo sia ancora gestito a livello nazionale in numerosi Stati membri. Per il Comitato delle Regioni, ha proseguito la presidente Marini, ''resta il rammarico per la riduzione del budget complessivo destinato alla politica di coesione per il periodo 2014-2020, soprattutto in considerazione del fatto che gli investimenti pubblici, soprattutto per le Regioni, sono attuati in tutti gli Stati membri grazie ai fondi strutturali e di coesione (e in Italia soprattutto si tratta delle uniche risorse a disposizione delle autorita' locali per politiche di sviluppo e crescita economica) e che questi investimenti sono fondamentali per la ripresa economica''.

Infine, la presidente ha ribadito al Consiglio dei Ministri europeo il ''disappunto'' per l'introduzione della ''condizionalita' macroeconomica'', in forza della quale nel caso in cui uno Stato membro fosse inadempiente nelle sue politiche di bilancio, verrebbero bloccati i fondi strutturali per lo stesso Stato.

pg/rus

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