domenica 11 dicembre | 06:00
pubblicato il 28/giu/2013 19:33

Ue: Letta, sul lavoro abbiamo vinto. Ora imprese non hanno piu' alibi

Ue: Letta, sul lavoro abbiamo vinto. Ora imprese non hanno piu' alibi

(ASCA) - Bruxelles, 28 giu - E' un'Italia ''sorridente'' quella che torna a casa dal Consiglio europeo di Bruxelles, un'Italia ''vittoriosa'' soprattutto sul fronte del rilancio dell'occupazione giovanile. E' in questi termini che il presidente del Consiglio Enrico Letta si rivolge ai giornalisti aprendo la conferenza stampa al termine del vertice. Una lunga conferenza stampa nel corso della quale il premier non ha nascosto la sua soddisfazione per i complessivi 9 miliardi di euro destinati al progetto 'Garanzia per i giovani'. Una cifra fatta dal solo Letta mentre gli altri capi di Stato e di governo parlano di 8 miliardi. A chiarire la questione arriva il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, spiegando che ''sono stati aumentati a 8 miliardi i fondi per le nostre azioni al sostegno dei giovani. Ed e' stato deciso che tutti i soldi non spesi nell'ambito dei vari programmi europei andranno all'occupazione''. Ecco forse il motivo per cui il ragionamento di Letta arriva ad un miliardo in piu'. ''Nell'accordo finale - spiega Letta - c'e' la disponibilita' di tre miliardi in piu' rispetto ai 6 inizialmente stanziati''. E da questi soldi ''ne avremo un miliardo e mezzo per noi, come discende da impegni politici e calcoli fatti''. E' una cosa ''importante per l'Italia perche' questi soldi - sottolinea Letta - ci consentono di avere un vantaggio rispetto a solo un mese fa, quando la cifra a noi destinata sembrava essere 5-600 milioni''. Insomma, ''un grandissimo risultato'' che, spiega il premier, ''ci permettera'', dopo l'approvazione del Piano nazionale per l'occupazione giovanile da parte del Consiglio dei Ministri mercoledi' scorso, di ''partire con il secondo pacchetto di iniziative per il lavoro''. La disponibilita' dei fondi si avra' dal prossimo primo gennaio e ''da subito ci metteremo a lavorare per questo obiettivo''. Insomma sul tema l'Italia (e l'Europa) ''ha vinto bene'', dice Letta usando una metafora sportiva, della quale si serve poi per indicare ''la vittoria di misura'' sull'unione bancaria e ''il pareggio all'ultimo'' sul nuovo ruolo della Bei, la Banca europea degli investimenti. ''Se avessimo sbagliato questo Consiglio europeo - sono ancora parole di Letta - sarebbe stato un contributo all'euroscetticismo. Oggi possiamo parlare a cittadini europei. Siamo sereni perche' abbiamo preso decisioni che li riguardano''. Il premier svolge una lunga conferenza stampa affrontando sia temi europei-internazionali che questioni interne. Con una significativa differenza: sulle questioni estere si ferma ad approfondire, a spiegare mentre sui temi interni corre via, mai dando risposte dure o polemiche ma lasciando quasi cadere nel vuoto le domande. Con tutte meno che con una indiretta su Beppe Grillo. Il premier preferisce soffermarsi sui temi del lavoro. Dopo l'approvazione del piano nazionale sull'occupazione da parte del governo Letta chiarisce con forza che ''adesso sta alle imprese'', che ''non hanno piu' alibi, possono assumere giovani'' con una forte defiscalizzazione. ''Ovviamente assunzione a tempo indeterminato'', aggiunge. Riportando l'attenzione sul fronte europeo Letta si dice convinto che non si ripeteranno casi di non utilizzo di fondi europei da parte dell'Italia. Una parte dei fondi che arriveranno dall'Ue per l'occupazione sara' ''utilizzata in logica nazionale'' e, quanto alle risorse alle regioni, ha ricordato il ''buon lavoro fatto da Barca e l'ottimo lavoro che ha cominciato Trigilia'', come ministro delle coesione territoriale. In ogni caso, avverte, ''non siamo piu' in condizione di lasciare nemmeno un euro agli altri''. Sull'Unione bancaria Letta rileva come la vittoria sia stata ''di misura'' perche' ''c'era il rischio che il tutto venisse ammorbidito, addolcito''. La tempistica che ''ci eravamo dati e' stata pero' rispettata'' e questo lascia aperta la possibilita' che entro questo anno l'Unione possa nascere. ''Nel testo che e' entrato stamattina - racconta Letta - non so perche' era sparita la dizione 'banking union' - forse per un refuso o non so per che cosa - e c'era una piu' generica indicazione di 'integrated financial framework''. Di fronte a questo tentativo di ammorbidimento, per scongiurare il quale e' stata ''molto importante la presenza del presidente della Bce, Mario Draghi, abbiamo riproposto che fosse chiarissimo il percorso con gli impegni ed e' stato accettato da tutti''. Il premier sottolinea che l'accordo raggiunto sulle regole per la risoluzione bancaria e' importante, perche' viene ''acquisito che non potra' piu' succedere quanto e' successo fino a oggi, vicende che sono costate ai cittadini europei valanghe di quattrini. Da questo punto di vista - ha concluso - sono sereno nel pensare e nel dire che questo e' un punto acquisito, che non risuccedera' piu' quanto avvenuto in passato, in cui tanti soldi gettati via per la malagestione delle crisi bancarie vennero caricate sui risparmiatori''. Sulla Bei Letta e' chiaro: ''E' il braccio dell'economia reale, dell'economia dell'Ue e vorremmo che facesse di piu''. Un accenno al progetto TAP, la Trans-adricatic pipeline per portare in Europa il gas del Mar Caspio, attraverso Grecia, Albania e Italia. ''Un successo importante'' per l'Italia, afferma Letta, annunciando che ''nelle prossime settimane'' andra' a Baku ''per ringraziare il governo azero'', ha commentato la scelta del progetto. ''Il Tap e' una realizzazione molto importante'', sottolinea il premier. Al presidente del Consiglio vengono poi rivolte domande di carattere interno, di politica nazionale verso le quali cerca di glissare o replicare concetti, fatta eccezione come si diceva per Grillo. ''Chi pensa che io sia qui per sfasciare i conti pubblici ha sbagliato primo ministro'', dice Letta rivolgendosi (e ripetendo quanto gia' detto nei giorni scorsi) a chi nella maggioranza ha sostenuto che gli interventi su Iva e Imu saranno coperti in sostanza da nuove tasse, a partire da aumenti di Irpef e Irap. ''Su Iva e Imu - assicura - continueremo a far di tutto'' per rispettare gli impegni presi, ma ''senza sfasciare i conti pubblici''. Arriva anche la domanda sul caso Ruby e su Silvio Berlusconi e se le questioni fossero state oggetto di attenzione all'interno del Consiglio. ''In questi due giorni nessuno dei 27 partner mi ha parlato di questi temi - risponde il premier - siamo stati concentrati solo sui provvedimenti europei. Sulle vicende italiane c'e' attenzione solo sui nostri provvedimenti e sull'attenzione al bilancio''. Sulle vicende giudiziarie dell'ex premier, Letta ripete poi il suo pensiero: ''Sono sicuro che non ci sara' nessuna influenza sul governo dai guai giudiziari di Berlusconi. Io continuo a fare il mio lavoro'' e sono ''fiducioso del fatto che il Pdl continuera' a sostenere il governo; ha deciso di farlo nel voto di fiducia e in tutte le decisioni che abbiamo preso''. Di pochissime parole sulla questione dell'emendamento per introdurre la giustizia nelle riforme costituzionali: ''Mi sembra che le dichiarazioni del ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello abbiano chiarito la vicenda''. Sempre cauto anche nei confronti di chi nel Pdl critica l'operato del governo. ''Sono stimoli positivi, che ci rendono ancora piu' forti, efficaci e determinati - dice Letta - e correremo sempre di piu'' per raggiungere gli obiettivi. Sui derivati e il ministero del Tesoro'? Il comunicato ministeriale ''dimostra che il problema non e' come lo ha posto il Financial Times e che non c'e' nessun problema assolutamente. Mi sembra sia un tema gia' chiuso''. Sul leader del Movimento 5 Stelle il premier non ha pero' timore di esprimersi, anche perche' tocca il tema dell'occupazione che rappresenta uno dei suoi cavalli di battaglia. Non lo nomina mai ma e' evidente il riferimento all'ex comico genovese quando parla di ''falsa notizia'' data da un ''sito autorevole'' sui requisiti richiesti, nel piano nazionale sul lavoro, per accedere alla decontribuzione. Una posizione che di fatto, dice il premier, ha rischiato di ''fare andare tutto in vacca''. Il premier spiega che ''il piano nazionale del lavoro fatto per i giovani e varato dal governo e' importante, con una cifra notevole che ha l'obiettivo di arrivare alla decontribuzione totale per le assunzioni''. Ma, aggiunge, ''siccome c'e' stata una incomprensione comunicativa un sito autorevole (il blog di Grillo - ndr) aveva dato mercoledi', giorno del varo del piano, una notizia falsa'' e cioe' che ''bisognava avere tutte insieme le condizioni richieste nel piano'' per accedere alla decontribuzione. La notizia, continua Letta, ''ha messo sulla strada sbagliata l'informazione''. Il presidente del Consiglio e' molto netto: ''Non e' cosi' - dice - ci sono condizioni che sono alternative ad altre'' perche' le imprese ottengano sgravi. fdv/mau

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Governo
Di Battista:risponderemo a colpi piazza a tentativo fermare M5s
Governo
Di Maio: no a Gentiloni o altro Avatar per salvare la banca Pd
Governo
Renzi al Pd esclude restare,Gentiloni tiene ma partita non chiusa
Governo
Speranza al Pd: indispensabile una scelta di discontinuità
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Furono i sardi i primi a produrre vino nel Mediterraneo
Turismo
Confesercenti: alberghi prenotati al 75% per Ponte Immacolata
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
All'Isola della Sostenibilità il mondo dell'economia circolare
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Le tecnologie spaziali che aiutano la sostenibilità
Motori
Flash Mob ai Fori per Amatrice con la Ferrari del record in Cina