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pubblicato il 10/set/2013 08:42

Ue: Letta, sogno unita' e leadership franco-tedesca

Ue: Letta, sogno unita' e leadership franco-tedesca

(ASCA) - Bruxelles, 10 set - L'Europa e' al bivio. Tra pochi mesi si vota per rinnovare le istituzioni comunitarie, ed e' necessario un cambio di marcia: o si trova unita' e si rida' slancio al progetto di integrazione, oppure alla crisi si accompagnera' la crisi europea. Questo il messaggio di Enrico Letta in occasione della cena annuale del centro studi Bruegel di Bruxelles. Il presidente del Consiglio ricorda che a breve, a maggio, si votera' per il rinnovo di Parlamento europeo, Commissione europea, nomina dei nuovi presidente del Consiglio Ue e Alto rappresentante per la politica Estera e di sicurezza. ''Le persone cambieranno e anche le politiche devono cambiare'', premette Letta. ''L'Europa e' troppo divisa'' e per questo ''non e' in grado di acquisire una dimensione globale''. Quindi ''credo che dobbiamo porre fine agli accordi inter-governativi e rispondere alla crisi in modo comunitario, con accordi a ventotto''. In quest'ottica, svela Letta, ''sogno che Francia e Germania assumano la leadership, perche' l'Europa ha bisogno di leadership''.

Anche l'Italia dovra' fare la propria parte. Il nostro paese, che assumera' la presidenza di turno del Consiglio Ue a elezioni europee avvenute (giugno-dicembre 2014), ''dovra' essere un punto di connessione'' tra le diverse anime comunitarie. In tal senso Letta ha gia' deciso che il semestre italiano si dovra' concentrare su attuazione delle riforme strutturali, integrazione del mercato unico e condivisione del rischio. ''Il mercato unico e' il maggiore asset europeo per il ritorno alla crescita'', mentre la condivisione del rischio si rende doverosa dato che - rileva il capo del governo - ''gli strumenti nazionali possono non essere adeguati per assorbire gli schock e senza un sostegno comune il prezzo economico e sociale puo' essere troppo alto''.

Serve un'altra Europa, e Letta la vuole. Dopo gli Stati membri, i cambiamenti devono riguardare le istituzioni comunitarie. ''Il prossimo parlamento europeo potrebbe essere il piu' euroscettico della storia'', mette in guarda. Certo, ''il risultato non e' ancora scritto'', ma va evitato di ridurre la dialettica europea a una contrapposizione tra tecnocrati e populisti. ''Sarebbe un disastro'', sostiene.

''Gli elettori devono poter influenzare le decisioni, o non le accetteranno''. Quindi occorre che ''il nuovo presidente della Commissione europea esca da una grande campagna elettorale e sia legato a quello che hanno deciso gli elettori''. Va dunque designato chiaramente prima del voto, e il Parlamento Ue - l'organo eletto dai cittadini - ''va coinvolto'' nel processo decisionale dell'Ue.

C'e' poi un'altra sfida per l'Europa, quella britannica.

Il Regno Unito terra' un referendum per decidere se rimanere o meno nell'Ue. ''Stiamo valutando con superficialita' il grande rischio che l'Europa corre''. Per Letta l'Ue potrebbe ritrovarsi a ventisette ''e lo stiamo sottovalutando'', per cui ''dobbiamo essere piu' proattivi o rischiamo che questo rischio si tramuti in realta'''.

Il cambio di passo Letta lo auspica anche per l'Italia, tra i paesi fondatori dell'Europa. Non e' preoccupato perche', dice, ''abbiamo problemi, ma li hanno anche gli altri''. Ma la disoccupazione giovanile ''e' diventato il mio incubo personale'' e l'obiettivo del suo mandato e' eliminarlo.

''Passo dopo passo cerchero' di dare un'altra idea dell'Italia'', e mostrare che e' un paese ''che offre una buona educazione e soprattutto un buon lavoro ai giovani''.

Questo, assicura, ''rimane un punto cruciale del mio mandato, perche' senza risultati qui non ci sono risultati per il futuro''.

bne/sam/

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