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pubblicato il 09/dic/2013 09:41

Ue: Letta, antieuropeisti costruiscono solo macerie

Ue: Letta, antieuropeisti costruiscono solo macerie

(ASCA) - Milano, 9 dic - Enrico Letta punta il dito contro le forze antieuropeiste del panorama politico italiano: ''Fermarsi a guardare la pagliuzza della differenza che c'e' tra noi e i tedeschi rispetto alla grandissima sfida globale che ci attende, e' pura miopia'', ha messo in chiaro il premier durante il suo intervento ad un convegno promosso dall'Ispi a Milano alla presenza del presidente della Commissione Ue Barroso. ''Farlo - ha aggiunto - puo' servire a vincere una campagna elettorale, ma alla fine costruira' solo macerie''. Da Letta un appello a puntare sull'Europa, perche' ''sui nostri figli peseranno le scelte che facciamo oggi sull'Europa''. L'Unione europea deve puntare sull'unione bancaria. Questa la parola d'ordine del presidente del Consiglio Enrico Letta, convinto che l'unione bancaria debba essere l'obiettivo europeo al 2023. ''Ora deve essere realizzata un'unione bancaria'', ha messo in chiaro il premier intervenendo a Milano a un convegno in corso all'Ispi alla presenza del presidente della Commissione Ue Barroso. ''A Bruxelles - ha insistito Letta - diremo chiaramente che l'unione bancaria deve essere realizzata. Il problema e' che l'unione bancaria non evoca nessun sogno ma e' indispensabile. Senza l'unione bancaria l'Ue e' precipitata nella crisi economica. Ora e' necessaria per scongiurare l'avvitamento''. E' stato tutto focalizzato sull'Europa l'intervento pronunciato da Letta nel corso del suo secondo appuntamento della giornata a Milano. E il premier si e' soffermato sopratutto sul ''sogno europeo'' che a suo dire ''c'era, ma oggi manca'' e ''il problema e' che e' venuto meno proprio il sogno europeo. Da un lato, siamo tutti impegnati a discutere su un'Europa fatta di particolari tecnici, dall'altra si sentono violente invettive antieuropee. In mezzo manca l'anima, il cuore e i sentimenti''. In poche parole, secondo Letta che ha chiarito di parlare ''da europeista convinto'' il dato di fatto da cui partire e' che ''manca il sogno, ed e' da li che dobbiamo lavorare''. Anche perche' ''l'Europa ha sempre indicato la prospettiva a 10 anni, ma se oggi ci chiediamo qual'e' la prospettiva europea tra 10 anni, siamo incerti perrche' no c'e' un sogno condiviso''. L'Italia del terzo millennio e' insomma diversa da quella del 1983, quando ''avevamo un sogno su cosa sarebbe stata l'Europa''. Stesso discorso nel 1993: ''Avevamo appena firmato il trattato di Maastricht, avevamo lanciato il sogno dell'unione economica e monetaria dell'Europa. Dieci anni dopo, nel 2003, il sogno era la riunificazione''. Oggi, lo scenario di fondo e' completamente diverso. Perche', come ha sintetizzato Letta: ''Se ci chiedessimo qual'e' il sogno europeo al 2023, sbandiamo tutti. Questo e' il problema dell'Europa''. fcz/gbt

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