martedì 17 gennaio | 06:32
pubblicato il 28/giu/2014 14:55

Ue: Italia Unica, le carte continua a darle la Germania

(ASCA) - Roma, 28 giu 2014 - ''Le carte continua a darle la Germania. E sull'immigrazione l'Italia esce senza risultati''. E' il commento alle valutazioni del premier Matteo Renzi sul Consiglio europeo fatte da Italia Unica, il movimento fondato da Corrado Passera. In un editoriale pubblicato sul sito del movimento e firmato dal coordinatore di IU, Lelio Alfonso, infatti e' scritto che ''sfruttare al meglio la flessibilita' nel quadro esistente non e' ne' una vittoria da rivendicare o una sconfitta da digerire. Ed e' in questa ottica che il comportamento di Renzi e dell'Italia va analizzato: impegno intelligente per evitare che ancora una volta la parola crescita non fosse messa in disparte, ma anche la consapevolezza che a dare le carte resta, fortissima, la Germania. Non e' questa la sede ne' il tempo per confutare, punto per punto, le dichiarazioni e le rappresentazioni fornite dal presidente Renzi - continua Alfonso - basti citare una frase: ''Nessun primo ministro ha proposto di cambiare le regole e neppure di emendare il Trattato''.

Lapidarie, e non smentite, parole del Presidente Barroso.

Cosa dire del surreale comportamento sull'ipotesi britannica a favore di Letta, che ci costa l'irritazione di Londra, i tentennamenti sulle sanzioni a Mosca per l'Ucraina e, clamorosa, la totale assenza di una decisione sul dramma dei migranti? Dov'e' finita la garanzia di Alfano, Renzi e compagnia sul ''rovesciare il tavolo'' se non si fosse fatto riferimento al ''mutuo impegno'' nell'affrontare i'epocale odissea verso le nostre coste? L'unico tavolo rovesciato durante questa settimana e' stato, ancora una volta, quello delle promesse. Troviamo inaccettabile che si giochi in questo modo con le parole e il tempo. Perche' di tempo gli italiani non ne hanno piu' e non lo dicono solo gli indicatori economici o le previsioni dei centri studi. Lo testimonia la quotidianita' della crisi, i consumi che non sono ripartiti, le aziende che non riescono a creare lavoro e anzi spesso sono costrette a chiudere, strangolate anche dalla mancanza degli impegno presi, come il pagamento del debito da parte dello Stato. E' questa l'Italia che diventa presidente d'Europa ma e' in realta' prigioniera di scelte insufficienti e di riforme giocate a tavolino come se si trattasse di un gioco. Il nostro e' un grande Paese e non merita questo''. com/vlm

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